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2 Marzo 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Rileggere l'antico a Villa Adriana
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Roma - Dopo essere stata presentata in anteprima a dicembre nel Complesso Monumentale di San Michele a Ripa, sede della Direzione Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, apre a Villa Adriana la mostra che propone una rilettura dell'apparato decorativo della residenza costruita presso Tivoli dall'imperatore Adriano nella prima metà del II secolo d.C..

L'esposizione è il risultato di un biennio di ricerche supportate da analisi e tecniche innovative effettuate nell'ambito del programma di ri-studio e di ri-scoperta della residenza adrianea denominato progetto Ri.V.A.

Organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione generale Archeologia, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e dalla Facoltà di Ingegneria Università di Roma Tor Vergata, con il progetto scientifico di Benedetta Adembri e Giuseppina Enrica Cinque, la mostra è allestita negli spazi dell'ex-caffetteria dell'area archeologica, appositamente ristrutturati per l'occasione: qui sono esposti materiali in marmo, vetro, pasta vitrea, piombo e bronzo rinvenuti nel corso di recenti indagini di scavo che hanno interessato le tre importanti strutture dell'Antinoeion, del Teatro Greco e dell'Edificio a Tre Esedre, quest'ultimo uno dei complessi più lussuosi della villa di cui viene in parte ricostruito lo schema decorativo. Sotto il pavimento di uno degli ambienti di questo edificio sono stati infatti ritrovati resti del rivestimento parietale in opus sectile, sfuggiti alla pesante spoliazione subita dalla Villa nel corso dei secoli: si tratta dei materiali di maggiore interesse scientifico finora rinvenuti a Villa Adriana, come dimostrano la fascia decorativa a treccia e il quadro figurato con cavallo e auriga, sia per la tecnica impiegata sia per la loro rarità nell'ambito di questa tipologia di rivestimento parietale, in particolare nell'età di Adriano.

Notevoli anche i reperti rinvenuti nell'Antinoeion: si tratta della tomba-tempio di Antinoo, a lungo ricercata in Egitto, a Tivoli e a Roma, nella zona fuori porta Maggiore e sul Palatino, venuta alla luce nel 2002 a Villa Adriana, di fronte alle Cento Camerelle. Il giovane amato da Adriano e annegato nelle acque del Nilo nel 130 d.C. in circostanze misteriose (incidente, autoimmolazione o omicidio?), per volere dell'imperatore fu divinizzato come Osiride, la divinità egizia, e a lui furono dedicati templi (soprattutto nella parte orientale dell'Impero), mentre il suo ritratto comparve sulle monete. Nella sua tomba sono stati rinvenuti numerosi frammenti dell'arredo scultoreo con statue, basamenti decorati con geroglifici e simboli egizi, sfingi, vasi per l'acqua lustrale, che, simbolicamente assimilata a quella del Nilo, aveva un ruolo fondamentale nei riti funebri.

Risultati di altri scavi recenti sono poi quelli relativi all'area del Teatro Greco: qui, grazie all'analisi delle foto aeree con il sistema iperspettrale MIVIS e alle indagini geofisiche con georadar, è stato possibile comprendere meglio la complessa articolazione della struttura, costituita dall'edificio per lo spettacolo e da una serie di corpi ed elementi architettonici scenografici su più livelli. L'orchestra del teatro, oggi non visibile perché posta al di sotto del livello della falda acquifera, era rivestita da grandi lastre di marmo di Luni, così come le scale d'accesso alla cavea. Un pavimento in opus sectile policromo decorava uno dei portici del complesso monumentale, affacciato su uno spazio aperto pavimentato a mosaico con grandi tessere bianche, di un tipo presente anche nell'Antinoeion.

Nella mostra vengono infine presentate anche immagini della Villa associate a disegni di Leonardo da Vinci, che visitò Villa Adriana: la sua presenza a Tivoli è documentata con certezza sulla base delle indicazioni contenute in un foglio del Codice Atlantico recentemente attribuito a Leonardo. I disegni documentati in mostra sembrano studi progettuali condotti su temi che lo avevano interessato nel corso della visita e dimostrano come Leonardo abbia condotto un'attenta analisi del complesso adrianeo, come attestano le profonde analogie e corrispondenze di alcuni disegni con quanto ancora rimane in sito a Villa Adriana, e apre la via a un nuovo capitolo nella storia della formazione e ispirazione del pensiero del maestro.

I reperti sono affiancati da ricostruzioni virtuali, modelli grafici e disegni derivati in prevalenza dalle indagini condotte dal Gruppo della Facoltà di Ingegneria. Il progetto Ri.V.A. rappresenta un'esperienza pilota che si avvale di un gruppo multidisciplinare di ricerca costituito anche da ingegneri, fisici, chimici, botanici, con la partecipazione di istituzioni di alta qualità scientifica come l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. L'obiettivo è una rilettura della Villa partendo dalla realizzazione di una nuova pianta, costituita da una mappa 3D associata a un sistema informativo nel quale verranno convogliati i dati già noti e i risultati delle ricerche in corso.

Oltre all'esposizione dei materiali, il pubblico potrà visitare i luoghi della Villa illustrati in mostra, come l'Edificio a Tre Esedre, in cui un pannello riproduce in scala reale la parete e parte del pavimento, mentre nell'area dell'Antinoeion e del Teatro Greco alcuni pannelli didattici illustrano i lavori di scavo e le ricerche effettuate.

romaone.it


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