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23 Settembre 2004 PALEONTOLOGIA
The Christian Science Monitor
TRACCE DEGLI ANTICHI AMERICANI
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Al Goodyear trattiene il respiro. Entro pochi giorni, l´affabile archeologo si aspetta di leggere i risultati dei test di laboratorio che indicheranno se gli utensili di pietra che ha recentemente trovato nella Carolina del Sud risalgono a 25, 000 anni o addirittura a prima come egli sospetta.

Tali risultati sarebbero esplosivi. Implicherebbero cioè che gli umani vivessero sul continente prima dell´ultima Era Glaciale, molto tempo prima di quanto ritenuto in precedenza. Perfino se i dati risulteranno essere più recenti di 25, 000 anni, hanno dichiarato i ricercatori, la scoperta si aggiungerebbe al crescente corpo di evidenze che gli umani raggiunsero il Nord ed il Sud America almeno 2, 000 anni prima dei primi abitanti conosciuti, definiti dagli studiosi la Cultura di Clovis.

Le ipotesi formulate da Goodyear si aggiungono a quelle di un gruppo crescente di archeologi e antropologi, guardati con sospetto per avere contraddetto il sapere convenzionale e voler scavare in profondità nel passato delle Americhe, più di quanto i loro predecessori non abbiano mai osato fare. Quel che hanno scoperto potrebbe non solo riscrivere i vecchi capitoli della storia dei due continenti, ma potrebbe addirittura dettarne di nuovi.

"Queste scoperte fanno rinascere l´emozione della ricerca sul campo. Le nuove teorie tracciano le rotte di migrazione e ridefiniscono i tempi dell´arrivo umano" ha dichiarato Michael Waters, un geoarcheologo dell´Università del Texas A&M, coinvolto in diversi scavi pre-Clovis in giro per gli Stati Uniti.

"Si deve sempre essere cauti. Ogni affermazione di insediamenti pre-Clovis deve di necessità essere verificata con grande attenzione."

Infatti, quando nuovi elementi vengono alla luce sul passato paleolitico del Nord America, si possono innescare dibattiti accesi. Per decenni, la cultura di Clovis è stata considerata - senza alcun dubbio - la più antica del Nuovo Mondo. Le prime evidenze furono individuate nel 1936 presso Clovis, New Mexico. Un secondo sito è emerso in Arizona nel 1959, e molti altri, da allora. La punta di una lancia, modellata in modo inconfondibile, ne è divenuta l´icona. La datazione al radiocarbonio dei siti Clovis ha fino ad ora attestato la presenza umana da 11, 200 a 10, 8000 anni di radiocarbonio or sono. (Gli archeologi preferiscono esprimersi in anni di radiocarbonio perché convertirli in anni dei moderni calendari diviene ostico, oltre la soglia di una certa data).

Con lo spuntare di evidenze della presenza dei Clovis attraverso il continente e a seguito di studi approfonditi, la nozione che i popoli di Clovis fossero i più antichi immigrati nell´Emisfero Occidentale divenne certezza. Malgrado alcuni gruppi di ricercatori periodicamente sostenessero di avere trovato altri siti più antichi, le evidenze apparivano sempre troppo inconsistenti deboli, o si trovavano successivamente spiegazioni meno radicali. (...)

I ricercatori spesso evitavano "di scavare sotto all´orizzonte di Clovis, per paura di coprirsi di ridicolo" ha dichiarato Waters.

Ad ogni modo, il punto di svolta si è avuto sette anni or sono, quando l´antropologo Tom Dillehay ha dato alle stampe il secondo di due volumi enciclopedici di risultati da un sito del Cile meridionale conosciuto come Monte Verde. Le prove qui individuate indicavano una presenza umana 13, 000 anni or sono. Da allora, molti studiosi hanno preso coraggio e divulgato elementi già noti in precedenza e hanno iniziato a diffondersi notizie di altri siti con evidenze di occupazione pre-Clovis.

Uno di questi siti, conosciuto come Mud Lake, presso Kenosha, Wisconsin, fu scoperto per caso nel gennaio del 1936, lo stesso anno della prima scoperta della punta di Clovis, quando una squadra della Works Progress Administration stava scavando un canale di drenaggio e dissotterrò una buona porzione della zampa anteriore di un giovane mammut.

Nel 1990 un archeologo dilettante notò tagli incise sulle ossa. Ossa da siti vicini, come ai siti di Fenske e Shaefer, mostravano simili segni.

Nel 1992 e 1993, i ricercatori scavarono Sheafer e trovarono ossa con segni di incisioni da strumenti di pietra su un osso pelvico. La datazione al radiocarbonio sulle ossa e sul materiale vegetale allo stesso livello del suolo oscillava da 12, 500 a 12, 300 anni or sono, ben oltre il limite di Clovis.

Datazioni delle ossa di Mud Lake furono perfino più sorprendenti, ricorda Dan Joyce, curatore anziano del Museo Pubblico di Kenosha. Gli antichi abitanti vi macellarono un mammut 13, 450 anni or sono. Joyce evita con prudenza di parlare di veri e propri cacciatori. I segni di incisione sono suggestivi, ma non conclusivi. Nello scorso agosto, Joyce ed il suo team hanno iniziato le ricerche di altri mammut, anche se fino ad ora non è stato trovato niente.

Nel contempo, Goodyear ha esaminato il sito di Topper, che aveva già studiato diffusamente per venti anni. Un aderente alla teoria di Clovis, ha iniziato a rivedere la sua posizione dopo aver letto un rapporto sul sito di Cactus Hill, un sito pre-Clovis in Virginia, nel 1998.

Le ricerche a Topper hanno scoperto quel che sembrava essere un´officina per la produzione su larga scala di utensili, ben sotto il livello al quale sono stati trovati i reperti di Clovis. Senza materiali organici disponibili per datare il livello al radiocarbonio, il team ha usato tecniche differenti che hanno indicato una stima tra 16, 000 e 20, 000 anni or sono.

In Maggio, Goodyear è tornato con il suo team per un ulteriore esame di Topper. Hanno trovato quel che interpretano come un utensile, in uno strato alla profondità approssimativa di due metri sotto le precedenti scoperte pre-Clovis. Il suolo e la geologia dell´´area suggeriscono che i reperti siano migliaia di anni più antichi, ha dichiarato. Ma niente batte le datazioni al radiocarbonio e, fortunatamente, è stato trovato un campione di carbone di legna per derivare dei dati al radiocarbonio.

"Sarei davvero sorpreso se si mostrassero successivi a 25, 000 anni or sono, ma mi sto preparando mentalmente per la possibilità che potessero essere molto precedenti" forse risalenti a 30, 000 o 40, 000 anni or sono, ha dichiarato.

Tali scoperte sollevano interrogativi intriganti. Si ritiene che i gruppi di Clovis abbiano attraversato un ampio ponte di terra attraverso lo Stretto di Bering, facendosi strada tra spaccature nei ghiacciai. Ma se la gente visse sul continente anche solo 2, 000 anni prima, sarebbero arrivati in un momento in cui i ghiacciai erano invalicabili. Ciò ha portato a discutere una rotta marina lungo un ponte di terra e quindi lungo la linea di costa occidentale. Altri suggeriscono che potrebbero essere giunti dall´Australia o dalla penisola iberica.

Ma vi sono ancora molti scettici, niente affatto propensi ad abbandonare la Teoria di Clovis.

"Gli utensili trovati non sono strumenti che dimostrano in modo autonomo pratiche di caccia o macellazione nel modo in cui lo fanno i reperti di Clovis" ha dichiarato Stuart Fiedel, un archeologo del Luis Berger Group di Washington, D.C.

"Come sappiamo, anche i Vichinghi approdarono in Nord America prima di ogni altro gruppo europeo moderno. I siti pre-Clovis non sembrano rappresentare la prima forma di colonizzazione a lungo termine nell´Emisfero Occidentale" sostiene. "L´interesse attorno a Clovis crebbe sulla base del suo ruolo apparente di popolazione responsabile della colonizzazione del continente, e chiave delle origini dei nativi Americani."

Si intravedono però i nuovi scenari dalle scoperte dei pre-Clovis.

"Potrebbero aiutarci ad ottenere una migliore definizione della variabilità genetica che si riscontra nei discendenti di queste popolazioni" ha dichiarato David Meltzer, archeologo della South Methodist University di Dallas. Potremmo anche dover spostare le lancette del nostro orologio per lo sviluppo delle civiltà del Nuovo Mondo.


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