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4 Novembre 2003 PALEONTOLOGIA
The Geological Society of America
Si scalda il dibattito sul ruolo del clima nell´evoluzione umana
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Boulder, Colorado – Gli scienziati al Convegno Annuale di Seattle della Geological Society of America la prossima settimana, svolgeranno una nuova, comprensiva analisi sui fattori guida dell´evoluzione umana. Sembra adesso che la variabilità del clima nel corso del Plio-Pleistocene (approssimativamente 6 milioni di anni di durata) giocò un ruolo altamente rilevante.

Gli studi tradizionali sull´evoluzione umana si sono focalizzati principalmente nel trovare e datare fossili di ominide. Oggi le indagini si espandono rapidamente con i progressi nella ricerca sul DNA e la comprensione dei mutamenti climatici globali. La combinazione di evidenze archeologiche, geologiche e paleoclimatiche permette agli scienziati di esplorare questioni cruciali come:

- Quali sono gli elementi che possono aver portato gli ominidi al bipedismo?

- Perché solo una specie animale è arrivata a conseguire questo traguardo?

- Quanto potrebbe il mutamento climatico globale avere influenzato lo sviluppo del cervello, degli strumenti e l´esodo dall´Africa?

- In che modo i periodi glaciali in Europa, Asia e Nord America hanno influenzato l´evoluzione umana?

"La risposta a queste domande non arriverà affatto dalle ossa, ma da ciò che ha avuto luogo nell´ambiente nel quale sono state trovate" ha dichiarato Gail Ashley, Ordinario di Scienze Geologiche presso la Rutgers University.

Ashley e Craig Feibel della Rutgers hanno riunito un gruppo interdisciplinare di scienziati differenti –antropologi, archeologi, geologi, e paleoclimatologi – per un Simposio dal titolo Il Quadro Paleoambientale e Paleoclimatico dell´Evoluzione Umana, del 3 novembre:

- William Ruddiman, celebrato autore dell´opera "Earth's Climate: Past and Future" (Il Clima della Terra: Passato e Futuro N.d.T.), offrirà uno sguardo d´insieme circa i mutamenti climatici degli ultimi milioni di anni, aiutando a separare i fatti dalla finzione.

- Bernard Wood, fisico antropologo di fama mondiale, spiegherà l´ "Albero della Vita" della famiglia degli ominidi e la difficile sfida di lavorare con i dati fossili dell´evoluzione umana.

- Thure Cerling, pioniere nell´uso degli isotopi per lo studio di ossa e denti. Con i co-autori Meave Leakey e John Harris offrirà una visione relativa all´impatto del mutamento climatico sui dati biologici provenienti da uno dei siti più ricchi di fossili al mondo, il Lago Tukana in Kenia.

- Jonathan Wynn svelerà alcuni dei misteri paleoclimatici dai fossili di siti chiave della "Culla dell´Umanità", nell´Africa Orientale. Il suolo offre una chiara documentazione di eventi estremamente aridi. Siccità prolungate possono essere state un fattore scatenante le migrazioni degli ominidi dall´Africa verso altri continenti.

- Julia Lee-Thorpe, geochimica, esporrà il suo approccio all´evoluzione umana, mediante l´esame della nutrizione degli ominidi attraverso analisi dello smalto dei denti. La dieta è un dato diretto delle risorse di cibo disponibili ed un dato indiretto dell´ambiente nel quale gli individui si trovassero a vivere.

- Andrew Hill, esperto di reputazione mondiale nei dati paleontologici dell´Africa Orientale, riporterà le ultime elaborazioni dei dati provenienti dal superbo paleoambiente di Tugen Hills, Kenya (sito della scoperta del "Millennium Man" l´uomo di sei milioni di anni).

- Gail Ashley speculerà sul ruolo critico della disponibilità d´acqua nell´evoluzione umana, basandosi sugli studi delle Gole di Olduvai ed altre località ricche di fossili. Drammatiche fluttuazioni nel clima (da umido a asciutto) nell´Africa Orientale possono essere state un fattore importante nella selezione naturale delle specie in grado di superare i periodi aridi.

- David Lordkipandize e Reid Ferring racconteranno un emozionante capitolo della storia della migrazione dall´Africa da Dmanisi, Repubblica della Georgia. Resti di ominidi di 1.8 milioni di anni sono i primi scoperti fuori dall´Africa a mostrare chiare affinità con il primo Homo africano.

- Rick Potts, autore del provocatorio libro Humanity´s Descent: The Consequences of Ecological Instability (La Rovina dell´Umanità: Le Conseguenze dell´Instabilità Ecologica N.d.T.) contribuirà con importanti nuove scoperte dalla Cina che rivelano il successo nell´adattamento di alcuni gruppi di ominidi di 400, 000 anni or sono, alle fluttuazioni climatiche ed al drastico mutamento ambientale.

- James Dixon, una riconosciuta autorità sul popolamento delle Americhe, offrirà una sintesi del più recente capitolo della storia umana. Le lastre di ghiaccio continentali, i mutamenti nei livelli del mare e la presenza del ponte di terra di Bering effettivamente controllarono l´immigrazione dall´Asia al Nuovo Mondo.

- Craig Feibel offrirà prospettive sulle limitazioni fisiche ambientali nelle quali ha avuto luogo l´evoluzione umana. Esaminerà il ruolo dei fattori geologici come le placche tettoniche, i mutamenti nel livello del mare, e le fluttuazioni climatiche nell´esercitare una pressione selettiva sugli ominidi e pertanto influire su come e dove gli umani evolsero.

Nei prossimi giorni un estratto degli Atti del Convegno.


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