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2 Giugno 2001 ARCHEOLOGIA
Archaeology Magazine
Alla ricerca di Weni il Vecchio
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Tutti coloro che hanno studiato la storia dell´antico Egitto hanno familiarità con l´iscrizione autobiografica di Weni il Vecchio, un intraprendente individuo che visse durante la VI Dinastia (ca. 2323-2150 a.C.) dell´Antico Regno. L´iscrizione, incisa su una lastra di calcare, descrive il servizio di Weni sotto tre re, e racconta di quando la sua carriera culminò con l´incarico di governatore dell´Egitto Alto. La precisa locazione del Medio Cimitero ove è stata dissotterrata (nel 1860 da Auguste Mariette) la lastra recante l´iscrizione, comunque, non era mai stata determinata, e la locazione della tomba di Weni rimaneva sconosciuta.

Nel 1995 il progetto per il Medio Cimitero di Abido ha effettuato un´esplorazione nell´area che si riteneva essere la più probabile candidata come tomba di Weni. Basandosi sulle stesse informazioni che portarono alla scoperta di Mariette, gli archeologi sono tornati al sito nel settembre del 1999. La tomba che è stata trovata non appartiene a Weni, ma ad un principe e capo sacerdote, Nekhty; essa si trovava al centro di un grande complesso, con un numero di monumenti sussidiari costruiti, attorno ad esso, nel Tardo Antico Regno, nel Primo Periodo Intermedio del Medio Regno, e nel Tardo Periodo. A Nord del complesso di Nekhty, si trova una struttura anche più estesa, e proprio qui è stata trovata la prova più stringente su Weni il Vecchio.

Gli scavi hanno rivelato un recinto massiccio lungo 95 piedi su ogni lato, spesso 10 piedi e alto più di 16, con un condotto funerario all´interno. Sono stati scavati i rilievi recanti l´iscrizione "Weni il Vecchio" ed un titolo "il Governatore dell´Alto Egitto", la maggiore promozione registrata nella biografia di Weni. La connessione finale a Weni è arrivata da una serdab rettangolare, o camera nascosta, nell´angolo sud occidentale. Questa struttura conteneva i resti deteriorati di più di trenta basi di statue e frammenti di statue come braccia e mani, e componenti di calcare di produzione. L´artefatti meglio preservato e più significativo era una statuetta di calcare splendidamente eseguita, raffigurante il proprietario della tomba da giovinetto, identificato da un´iscrizione alla base come Weni.


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