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1 Giugno 2010 ARCHEOLOGIA
aezio ilfattostorico.com
Il Nosmips aenigmaticus
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È stato chiamato Nosmips aenigmaticus. Poiché se ne conoscono solo i denti, i paleontologi non sanno che aspetto avesse, ma in ogni caso la sua scoperta rende ancora più complessa la questione sull´evoluzione e l´origine dei primati.

La ricerca è guidata da Erik Seiffert, professore di Scienze anatomiche alla New York´s Stony Brook University.

Durante gli ultimi 30 anni, dice Seiffert, si è pensato che fossero tre i principali gruppi (i sottordini, immagino) dell´ordine dei primati esistiti in Africa tra i 55 e i 34 milioni di anni fa: le scimmie antropomorfe (sottordine degli haplorrhini), i primati simili ai lemuri (sottordine strepsirrhini) e l´estinto gruppo degli adapiformi (a me risulta che questi non siano un sottordine, bensì un infraordine del sottordine degli strepsirrhini).

Ora: il Nosmips aenigmaticus visse in quel lasso di tempo ed è possibile che non appartenesse ai gruppi appena citati.

"Quando si trovano i denti di un primate fossile, solitamente è molto chiaro in quale posto dell´albero genealogico inserirli", dice Seiffert. "Ci sono solo poche specie su cui nessuno concorda e che non possono veramente essere posizionate in nessuno dei principali gruppi di primati. Questi fossili misteriosi devono avere qualcosa di importante da dirci sull´evoluzione dei primati".

Il Nosmips è uno di questi rari fossili misteriosi e finora ne sono stati scoperti dodici denti in scavi durati nove anni.

I paleontologi di solito identificano i primati grazie ai denti di questi poiché sono le parti più durevoli del corpo e le più probabili a fossilizzarsi. E quindi le più probabili a conservarsi.

Le analisi mostrano che il Nosmips aveva una rara combinazione di premolari allargati e allungati con dei semplici molari superiori. Aveva anche denti premolari che avevano preso la forma di molari invece di essere relativamente semplici come nella maggior parte degli altri primati.

"Il Nosmips sembra essere un membro ´altamente specializzato´ di un endemico (perché?) lignaggio di primati africani precedentemente non documentati e presumibilmente piuttosto antichi", dice Seiffert.

I ricercatori notano che il Nosmips viveva insieme a un´altra specie di primati nota come Afradapis longicristatus (descritto da loro stessi l´anno scorso su Nature). Dall´analisi dei loro denti è stato determinato che l´Afradapis si nutriva di foglie, mentre il Nosmips di frutti e insetti.

"Col passare del tempo e più scoperte si fanno, sarà affascinante vedere come i diversi lignaggi contribuirono alla diversità dei primati durante l´Eocene dell´Africa", conclude Seiffert.

TAG: Atlantide

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