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17 Maggio 2010 SCIENZA
Corriere della Sera
Il computer e le analisi del dna riscrivono la vita di Tutankhamon
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Il mitico re Tut, il faraone Tutankhamon, non è figlio della bellissima Nefertiti, bensì della assai meno leggendaria Mummia KV35YL. Inoltre, ha avuto due figlie, nate morte dalla sorellastra Ankhesenamon, i cui feti sono stati trovati in una tomba nella Valle dei Re. E ancora: il faraone morì di una forma di malaria associata alla Malattia di Kohler, una patologia rara che distrugge il tessuto osseo, in particolare quello del piede. Sono queste alcune delle più recenti rivelazioni sulla vita e la morte di Tutankhamon, emerse dalle indagini condotte dal noto egittologo Zahi Hawass. Indagini che hanno lasciato il terreno dell´archeologia classica per abbracciare le moderne tecniche di indagini forensi, le stesse che vengono utilizzate dalle polizie scientifiche di tutto il mondo e rese celebri da serie tv tipo Csi, che prevedono l´utilizzo di computer e analisi genetiche. E proprio dai campioni del dna del faraone sono giunte molte delle risposte che la storia attendeva da secoli. Questa lunga e intesa fase di ricerca è ora un documentario che va in onda per la prima volta in Italia su Discovery Channel (canali 401 e 420 di Sky) in due puntate, sabato 8 e sabato 15 maggio.

IL DOCU-FILM - Un documentario che porta la firma di Brando Quilici regista documentarista italiano, figlio del grande Folco Quilici, che ha trascorso lungo tempo al fianco di Hawass documentando minuziosamente ogni momento saliente, dall´apertura del sarcofago ai prelievi dei campioni organici per le analisi genetiche. «Tutankhamon, la verità svelata», così si intitola il docu-film, è dunque una testimonianza in presa diretta di una ricerca su un personaggio che ancora oggi appassiona il mondo. Il viaggio del dr Hawass è stato ripreso passo dopo passo, dai polverosi e imprevedibili scavi sul campo all´incontaminato laboratorio del dna. La ricerca ha visto la partecipazione di un team internazionale di esperti del settore ed è stata pubblicata in dettaglio su Jama (The Journal of the American Medical Association). Non è la prima volta che Brando Quilici lavora al fianco di Zahi Hawass. Già nella precedente produzione il documentarista italiano e lo studioso egiziano avevano collaborato nel progetto che ha portato a identificare la cosiddetta «regina perduta», Hatshesput, la più grande regina dell´antico Egitto. Nella prima parte del nuovo documentario, viene seguita la fase dell´estrazione del Dna, mai effettuata prima d´ora, sulla mummia di Tutankhamon, con la messa in moto di tutti gli studi trasversali per determinare la famiglia del «re bambino». La seconda parte è invece incentrata sulle ricerche che hanno portato a scoprire le cause della morte del faraone e su come le nuove informazioni sono in grado di dare una nuova visione sul suo regno e sulle sue gesta da leader politico, religioso e militare. Insomma, un deciso balzo in avanti da quando nel 1922 la tomba di re Tut venne scoperta nel 1922 da Howard Carter e nessuno si sarebbe mai immaginato che la scienza e l´archeologia avrebbero potuto insieme dare le risposte alle domande della storia.


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