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12 Aprile 2010 PALEONTOLOGIA
Maddalena di Tolla Trentino
Trentino, scoperti in Vallarsa gli antenati dei dinosauri
tempo di lettura previsto 2 min. circa

ROVERETO. Sul fianco meridionale della Val Gerlano in alta Vallarsa, a monte degli abitati di Specheri e Ometto, i geologi del Museo di scienze naturali di Trento hanno fatto un´e ntusiasmante scoperta: rossastre lastre di roccia sulle quali hanno riconosciuto circa 200 orme fossili di rettili risalenti a 240 milioni di anni fa, prima dei dinosauri ai Lavini. Le nuove orme appartengono a quattro differenti animali, antenati di lucertole, coccodrilli e dinosauri.

«La scoperta - ha spiegato Marco Avanzini, geologo e coordinatore del gruppo di lavoro - è di rilievo scientifico. Queste sono le prime orme di rettili immediatamente precedenti la comparsa dei dinosauri trovate in Trentino. Alcune hanno una forma unica, questo ci fa pensare a specie nuove. Questo ritrovamento aggiunge importanti dati, che ci permetteranno di ricostruire gli antichi ambienti dell´Italia settentrionale e di studiare le relazioni tra gli stessi».

I ricercatori sperano ora di continuare le ricerche, «per cercare le relazioni tra rocce e fossili trovati in varie parti del mondo - racconta Avanzini - e comprendere la prima fase dell´evoluzione dei rettili che sarebbero diventati dinosauri e la loro radiazione (dispersione) di grande successo».

Nel Triassico gli strati rocciosi delle orme erano parte di una costa sabbiosa. Gli autori delle orme erano animali di piccole dimensioni, qaudrupedi, plantigradi e semi-plantigradi. Le tracce più numerose sono di animali simili a lucertole o meglio alle attuali iguane, lunghi fino a 70 centimetri. Abbondanti sono poi le orme di rettili simili a dinosauri (in miniatura) del peso di 800 grammi e lunghi 30 centimetri. Infine ci sono orme di animali di aspetto simile a piccoli coccodrilli, lunghi circa un metro.

Il ritrovamento è stato possibile perchè l´erosione dei torrenti che incidono il fianco della valle ha portato allo scoperto per circa due chilometri di ampiezza, in quattro siti, le rocce con le orme. I geologi pensano che molte altre rocce segnate possano trovarsi coperte dalla vegetazione o dalle stratificazioni rocciose.

L´indagine paleontologica è stata condotta nell´ambito del progetto di ricerca Openloc, finanziato dal Servizio ricerca della Provincia, coordinato da Geremia Gios, del dipartimento di economia dell´università e sindaco di Vallarsa. L´obiettivo di Openloc è individuare e misurare il ruolo del capitale naturale e sociale dei territori. In questo caso si tratta di capire come valorizzare il sito, come farlo conoscere alla popolazione e ai visitatori e come ricavarne un vantaggio economico locale. Insomma, si deve capire come le orme vecchie di milioni di anni possano rivitalizzare l´e conomia di un territorio periferico come la Vallarsa.

Alla ricerca hanno preso parte sei giovani geologi del Museo di Trento: Massimo Bernardi, Christian Casarotto, Paolo Ferretti, Fabio Petti, Rossana Todesco e Riccardo Tomasoni. Al loro fianco anche alcuni studenti.

Le lastre rossastre e le preziose orme attendono ora di essere ammirate e valorizzate. Sabato alle 20.30 a Parrocchia di Vallarsa la presentazione alla popolazione


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