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17 Marzo 2010 SCIENZA
Rossella Lorenzi Discovery News
Provata la realizzabilità dell'enorme statua equestre progettata da Leonardo
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Questa immagine mostra i difetti superficiali del bronzo equestre di Leonardo da Vinci (rosso = difetti più grandi, blu = nessun difetto), come era stato previsto. Le aree difettose sono le meno importanti per l'equilibrio del cavallo. XC Engineering Srl
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Una nuova ricerca multidisciplinare ha rivelato che "Il Cavallo", l'enorme statua equestre che Leonardo Da Vinci non ebbe modo di realizzare, non era afflitto da problemi tecnici, come era opinione diffusa.

Al contrario, il piano di Leonardo da Vinci per la statua equestre più grande del mondo era un progetto perfettamente possibile che, se portato a termine, sarebbe probabilmente stata la sua eredità più grande, più de ''L'Ultima Cena'' o di qualsiasi altro altra opera.

Commissionato nel 1482 da Lodovico Sforza, duca di Milano, in onore di suo padre Francesco, il cavallo di bronzo massiccio costò a Leonardo 17 anni di ricerca, ma non fu mai completato.

Infatti, quando il modello in scala, di argilla, era finalmente pronto per essere gettato in una sola operazione di fusione, nel 1499, tutto il bronzo necessario dovette essere usato per fabbricare cannoni per una guerra imminente contro il re di Francia.

Gli stampi andarono persi e il modello di terra fu ridotto in macerie dai soldati invasori francesi.

Sebbene Leonardo non ha mai smesso il lutto del cavallo "-che-mai-stato", gli ingegneri hanno sempre creduto che il piano audace per rendere il più grande-cast versando avrebbe mai fallito a causa di problemi tecnici.

"Come gestire una tale quantità di bronzo a caldo, e come tenere in equilibrio una struttura dall'enorme peso di parecchie tonnellate su tre gambe? L'informatica avanzata e i dati precisi conservati nei manoscritti di Leonardo hanno fornito le risposte, " ha detto a Discovery News Paolo Galluzzi, direttore dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, in Italia.

Combinando le note di Leonardo e il software Computational Fluid Dynamics, il team Galluzzi ha mostrato che il cavallo di bronzo alto otto metri, del peso di 70 tonnellate, sarebbe stato gettato con successo in un'unico versamento di fusione, in soli 165 secondi.

"Il progetto era del tutto fattibile in due diverse versioni che il Da Vinci aveva concepito, con il cavallo posto sia in posizione orizzontale, sia verticale. Tuttavia, dovette abbandonare la posizione a gamba levata, in quanto in una fossa profonda 20 metri la fusione non sarebbe stata sicura", ha detto Galluzzi.

Per costruire il suo cavallo al trotto, Leonardo utilizzò la cosiddetta tecnica di colata indiretta, che permette il riutilizzo degli stampi negativi preparati per la costruzione del nucleo centrale.

Ben noto ai greci dal VII secolo a.C., il metodo non era noto agli artisti del Rinascimento, poiché nessuna descrizione era sopravvissuto dall'antichità.

Una sfida scientifica e artistica per il genio di Leonardo, che nel suo progetto esaminò tutti gli aspetti critici della procedura di colata.

Per raggiungere la temperatura ideale nella tempistica voluta, Da Vinci aveva anche ideato un sistema di forni temporizzato.

"I forni si aprivano in base a una sequenza predeterminata. Essi erano controllati da sensori pirotecnici che esplodevano quando il bronzo fuso li raggiungeva, inviando il segnale per aprire il forno successivo", ha detto Galluzzi.

Il maestro del Rinascimento aveva anche preso in considerazione tutti i possibili punti critici della statua, al momento delicato in cui il bronzo fuso fluiva dai forni nello stampo.

"Il modello ha rivelato che tutto è stato attentamente pianificato. E' risultato che le parti più critiche della fusione, dove il bronzo si raffredda più velocemente, sono quelli meno importanti per l'equilibrio del cavallo", ha detto a Discovery News Alessandro Incognito, direttore XC Engineering, la società che ha effettuato la simulazione di colata.

Dai modelli 3D è emerso che il bronzo fuso avrebbe riempito gli stampi necessari per la colossale statua in meno di 165 secondi e che il metallo avrebbe avuto il peso 70 tonnellate - esattamente l'importo che Leonardo aveva calcolato.

Secondo Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale nella città toscana di Vinci, dove l'artista nacque nel 1452, lo studio è importante in quanto mette in evidenza gli aspetti che non è possibile indagare con i tradizionali strumenti di ricerca storica.

"Presenta un modo interessante di affrontare progetti di arte storici, dal momento che mette insieme la tecnologia contemporanea ed i documenti storici", ha detto Vezzosi a Discovery News.

I risultati di Galluzzi e la ricerca dei colleghi saranno visualizzati in una mostra presso il Museo di Firenze, mentre uno spettacolare evento è previsto per l'Expo di Milano 2015.

"Ora che la nostra ricerca ha dimostrato che il progetto di Leonardo era possibile, stiamo progettando finalmente di realizzare il cavallo, proprio nella città in cui doveva essere fatto", ha detto Galluzzi.

Guarda il video: Leonardo DaVinci concepì, ma non finì mai, la più grande statua equestre. Il fallimento di questo progetto ha sconcertato gli studiosi da allora.

http://news.discovery.com/videos/history-leonardo-davinci-perfected-words-largest-horse-statue.html


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