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30 Ottobre 2001 PALEONTOLOGIA
Ananova
Fossili di cervello: "i più antichi resti umani"
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Gli scienziati ritengono che pezzi di cervello fossili trovati in Tailandia, siano le più antiche tracce della presenza umana nella storia del mondo.

I resti, appartenenti agli antenati dell´uomo moderno, l´homo erectus, sono databili a più di 20 milioni di anni or sono.

Potrebbero offrire le prove che la vita umana sia iniziata in Asia e non in Africa come finora ritenuto.

I resti più antichi della specie, fino a quest´ultima scoperta, erano stati trovati nella Rift Valley, in Africa orientale ed in Sud Africa. Erano stati datati a circa un milione di anni fa.

Gli archeologi ritengono che l´homo erectus migrò dall´Africa all´Asia ed Europa circa un milione di anni fa.

Recenti tecniche di datazione, comunque, suggeriscono che alcuni resti scoperti nell´isola Indonesiana di Java, e nelle montagne del Caucaso, potrebbero avere più di due milioni di anni.

I ritrovamenti del gruppo di ricerca dall´Ufficio dell´Energia Atomica per la Pace (OAEP) e l´Università di Mahidol offrono ulteriori prove che fu proprio l´Asia, e non l´Africa, a dare i natali alla specie umana.

Somporn Chongkum, dell´OAEP, ha riferito alla rivista The Nation: "L´ultima scoperta in Tailandia è fondamentale ai fini dello studio della storia umana. Essa dimostra che è plausibile che l´Asia sia il luogo d´origine dell´uomo moderno."

L´OAEP afferma che i test mostrano che i fossili apparterrebbero ad un uomo preistorico alto circa due metri e databile a 20-25 milioni di anni or sono.


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