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6 Ottobre 2001 PALEONTOLOGIA
nature.com
La via dei primi colonizzatori del Pacifico
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Una piccola lucertola, la Lipinia Noctua potrebbe offrire la soluzione all´annosa controversia sulla colonizzazione, da parte dell´uomo, delle isole del centro e dell´est del Pacifico – una questione che fornisce importanti indizi circa il modo in cui le culture umane evolsero nella storia.

La lucertola si trova in tutte le regioni del Pacifico – un´area più grande di tutti i continenti posti insieme. Si tratta di accertare se si debbano ringraziare gli uomini per una tale distribuzione singolarmente diffusa. Dal momento che non si tratta di specie dalle spiccate qualità natatorie, gli antenati delle L. Noctua arrivarono probabilmente sulle canoe dei primi coloni.

Con quest´idea in mente, Christopher Austin dell´Istituto di Matematica Statistica, Tokio, Giappone, ed il Museo Sud- Australiano di Adelaide, Australia, hanno portato avanti un´analisi genetica su 29 lucertole L. noctua di 15 differenti popolazioni delle isole. Austin ha riferito a Nature che, dalla comparazione di sequenze corte di DNA, le popolazioni di lucertole sembrerebbero in relazione stretta.

Parlando in termini generali, l´archeologia, la linguistica e la genetica sono arrivate a due principali teorie sul come l´Oceania fu colonizzata. La prima ipotesi– proposta per la prima volta un decennio fa su Nature da Jared Diamond dell´Università di California, Los Angeles - sostiene che le popolazioni si mossero da Taiwan all´arcipelago di Bismack, tra il 3500 ed il 1600 a.C., e di qui si diffusero verso le isole Fiji, Samoa, e Tonga in sole poche centinaia d´anni. In termini evoluzionistici, entrambe queste fasi migratorie sarebbero state così rapide da ridurre fortemente le occasioni per scambi genetici con qualsiasi popolazione che i colonizzatori incontrarono lungo la loro via.

La teoria concorrente, d´altro canto, sostiene che il movimento degli umani verso le isole del Pacifico – l´ultima parte del mondo ad essere colonizzata – fu molto più graduale e coinvolse più popolazioni differenti.

La scoperta di Austin avvalorerebbe pertanto la prima teoria di colonizzazione, quella cosiddetta del "treno espresso".

La sorprendente somiglianza genetica delle lucertole studiate – tutti gli animali differiscono per due o meno unità del codice genetico (paia di base) – suggerisce che, come gli umani, gli antenati delle moderne lucertole ebbero poco tempo per modifiche genetiche nel corso di questi passaggi.

In più, anche le lucertole di regioni geograficamente distinte del Kapingamari in Micronesia, dove le popolazioni sono etnicamente Polinesiane piuttosto che Micronesiane, sono strettamente ravvicinate a quelle di qualsiasi altro luogo del Pacifico, mentre le lucertole in altre parti della Micronesia mostrano sensibili differenze genetiche. Questo, secondo Austin, "rafforza le associazioni tra la L. noctua e la colonizzazione umana".

Austin ritiene che l´analisi del DNA delle lucertole dalle aree interessate, potrebbe presto risolvere una volta per tutte, un altro dei punti contenziosi sulla storia delle migrazioni umane.

TAG: DNA, Musei

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