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12 Febbraio 2010 ARCHEOLOGIA
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Scavi clandestini a Cosenza alla scoperta del tesoro di Alarico
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E' allarme per la scoperta di alcuni scavi clandestini nelle grotte in cui si pensa sia sepolto Alarico re dei Goti e il suo favoloso tesoro. Le grotte sono quelle dell'Alimena e si trovano tra Carolei e Mendicino, in provincia di Cosenza. All'interno di una delle grotte e' stato scoperto uno scavo clandestino largo quattro metri e profondo cinque. E' certamente opera di tombaroli visto che nessuno scavo e' mai stato autorizzato ufficialmente e dunque si teme che i cacciatori di tesori siano all'opera per verificare quelle che fino a questo momento sembrano essere solo voci insistenti. La storia e' nota: Alarico, re dei Goti, espugno' Roma nell'agosto del 410 d. C. Dopo un lungo assedio mise a ferro e fuoco la citta', saccheggiandola di ogni ricchezza e poi riparti' verso il Sud per giungere in Calabria, da dove voleva raggiungere l'Africa passando per la Sicilia.

Ma una tempesta fece naufragare le navi sulle quali si erano imbarcati i barbari e Alarico preferi' attendere in Calabria il ritorno della bella stagione per affrontare il viaggio. Ma poco dopo si ammalo' e mori'. I suoi dignitari decisero di seppellirlo con tutti gli onori assieme al suo cavallo, alla sua armatura e al suo tesoro. Per impedire che la tomba del grande re dei Goti venisse profanata, si devio' il corso di un fiume utilizzando migliaia di schiavi che al termine dei lavori furono trucidati allo scopo di non lasciare nessun testimone della sepoltura.

Tutte queste "notizie" si desumono da alcuni passaggi delle opere di Giordane che, a sua volta, aveva tratto ispirazione dalla Historia Gothica di Cassiodoro di Squillace, braccio destro di Teodorico.

Le stesse "fonti" furono probabilmente utilizzate, molti secoli dopo, dal conte von Platen che nel 1820 scrisse Das Grab im Busento (La tomba nel Busento), opera tradotta successivamente da Giosue' Carducci. La vicenda della sepoltura di Alarico rimase nell'oblio per molti secoli, finche' nella prima meta' del Settecento si torno' a parlare della leggenda e monsignor Capecelatro finanzio' una campagna di ricerche alla confluenza dei fiumi Busento e Crati che, pero', non ebbe alcun esito. A distanza di quasi due secoli, la "ballata" di von Platen risveglio' improvvisamente l'interesse dei tedeschi. Nel periodo che precedette la Seconda guerra mondiale, per giunta Hitler organizzo' una spedizione scientifica in Calabria alla ricerca della tomba del re tedesco che aveva, per primo, umiliato l'Impero romano.


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