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1 Febbraio 2010 ARCHEOLOGIA
Maria Luna Moltedo Terra News
Südtiroler Archäologiemuseum un buon esempio da imitare
tempo di lettura previsto 4 min. circa

ARCHEOLOGIA. Modelli, ricostruzioni, immagini stereoscopiche, video e stazioni multimediali interattive del Museo Archeologico di Bolzano permettono di dare uno sguardo al passato del versante meridionale della catena alpina. Le sale sono ricche di reperti di ogni genere e si articolano in senso cronologico dal Paleolitico e Mesolitico fino all´epoca carolingia.

Il Museo Archeologico dell´Alto Adige, o Südtiroler Archäologiemuseum, nella centrale via Museo a Bolzano e celebre per ospitare "Ötzi", l´Uomo venuto dal ghiaccio, raccoglie al suo interno tutti i reperti della Provincia di Bolzano. L´edificio, originariamente, era la sede della Banca nazionale austriaca. A partire dal 1919 e fino agli anni Novanta fu sede della Banca d´Italia. Il percorso espositivo è un modello di musealizzazione nonché di conservazione. Un museo è un luogo che offre l´occasione di confrontarsi in modo diretto con reperti, con le storie che essi raccontano e con le memorie collettive che risvegliano ponendoli in relazione con il nostro presente. Il Südtiroler Archäologiemuseum è uno dei pochi musei dell´antichità in Italia che riesce a mettere il visitatore, che sia bambino o adulto, nelle condizioni di potersi confrontare con il passato seguendo dei veri e propri percorsi pedagogici. Infatti offre delle guide tematiche, laboratori che mettono al centro l´esperienza sensoriale e l´approccio diretto ai materiali.

Prima o dopo la visita è utile, per avere un quadro esaustivo sul filo conduttore del Museo e per avere informazioni sulle visite guidate nonché sui percorsi per i più piccoli, cliccare il sito web (in italiano, tedesco ed inglese) http://www.iceman.it curato in ogni minimo dettaglio. Quasi sempre si associa questo museo esclusivamente ad "Ötzi", una delle mummie più famose e importanti del mondo. In realtà la collezione del Museo Archeologico dell´Alto Adige è ricca di reperti di ogni genere e si articola in senso cronologico dal Paleolitico e Mesolitico (15.000 a.C.) fino all´epoca carolingia. Una parte illustra nel dettaglio ogni aspetto dell´Uomo venuto dal ghiaccio. Il profilo medico e antropologico, così come i caratteri e il significato del corredo di indumenti e attrezzi che aveva con sé al momento della morte sono resi comprensibili al pubblico mediante una ricca esposizione composta da testi didattici, postazioni video e multimediali.

Una fortuna straordinaria è stato il ritrovamento di tutto il complesso della mummia del Similaum che si è conservata solo perché ricoperta dal ghiaccio. La conservazione di materiali organici di reperti archeologi come fibre vegetali, pelliccia o pelle richiede infatti specifiche condizioni ambientali. Lo stesso vale per i gambali e le "scarpe" delle Vedrette di Ries conservati in questo Museo e per gli oggetti ritrovati in terreni ricoperti di permafrost. In cammino sulle Alpi, l´Uomo venuto dal ghiaccio portava con sé un recipiente di corteccia di betulla in cui custodiva resti di braci per accendere il fuoco. Per evitare che il recipiente si bruciasse e per mantenere le braci accese, le aveva avvolte in foglie di acero riccio appena colte, che servivano dunque come materiale isolante. Il dato straordinario è che queste foglie di acero forniscono importanti informazioni per determinare il periodo dell´anno in cui è morto Ötzi. Il fatto che contengano ancora clorofilla ci testimonia, infatti, che sono state raccolte fresche, dunque in un periodo compreso fra giugno e settembre.

Nell´altra ala del Südtiroler Archäologiemuseum vi sono numerose ricostruzioni di insediamenti romani nel bacino della Valle dell´Adige e reperti rinvenuti in quest´area che testimoniano la vita degli abitanti altoatesini in epoca romana. È bene ricordare che nel 15 a.C. i Romani conquistano il territorio alpino e lo annettono all´Impero. Il cambiamento non è repentino: ampie parti delle valli meridionali appartenevano infatti già da prima alla zona di influenza romana. Con l´annessione all´Impero mutano lenta mente le condizioni di vita della popolazione locale. Lingua, scrittura, religione, architettura, abbigliamento e abitudini gastronomiche dei Romani si aprono fino alle nuove province romane a nord delle Alpi attraverso la costruzione di alcune strade. Accanto alla mostra permanente si susseguono negli spazi museali anche mostre temporanee, ma pure convegni e conferenze.

Quando in un museo si può fare "esperienza", gli effetti durano nel tempo. Pensieri ed immagini raccolti nella mente durante la visita escono dallo spazio del museo e ci accompagnano anche fuori, per tornare in superficie nel nostro quotidiano e creare una relazione con ciò che abbiamo vissuto. L´obiettivo dei musei, soprattutto di quelli che hanno collezioni archeologiche ma non solo, dovrebbe essere proprio quello di creare le condizioni per un museo "vivo", toccare le persone nei temi a loro vicini attraverso, ad esempio, percorsi interattivi e multimediali. Il Museo Archeologico di Bolzano ha centrato l´obiettivo: è un luogo di vita reale che entra in contatto con il quotidiano tramite dei fili conduttori e approcci ai reperti antichi che coinvolgono non solo la sfera intellettuale ma anche quella sensoriale. Un buon modello di museo. Un museo pilota.


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