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11 Dicembre 2009 PALEONTOLOGIA
aezio ilfattostorico.com
La natura degli hobbit
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Secondo un nuovo studio in pubblicazione su Significance, l´Homo floresiensis (noto come ´hobbit´) sarebbe una autentica specie umana distinta dalla nostra (vedi qui e qui le teorie) e non una versione geneticamente difettosa degli uomini moderni i microcefali o esseri umani affetti da nanismo insulare.

I ricercatori William Jungers e Karen Baab hanno studiato i resti scheletrici di una femmina (nota come LB1). Il cranio di questa misura oltre 400 cm cubici, rendendole il cervello più simile a quelli degli scimpanzé o delle scimmie antropomorfe bipedi dell´Africa orientale e meridionale.

Il cranio e l´osso mascellare sembrano molto più primitivi di ogni altro normale uomo moderno. Le analisi statistiche delle forme del cranio delineano tre gruppi: gli esseri umani; gli uomini microcefali; hobbit e antichi hominini.

I due ricercatori sostengono che la completezza dell´LB1 esclude che l´Homo floresiensis sia un uomo moderno: le ossa della coscia e dello stinco sono infatti molto più piccole pure dei pigmei dell´Africa, delle Isole Andamane e delle Filippine. Non combacerebbero poi l´altezza (106 cm dell´LB1 contro gli oltre 150 cm dei pigmei), il peso e la massa del corpo.

Junger esclude la possibilità che si tratti di una evoluzione "al contrario" causata dal nanismo insulare: "È difficile credere che un cambiamento evolutivo porti a movimenti meno economici. [...] Sospettiamo invece che queste [caratteristiche] siano conservazioni primitive".

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