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19 Novembre 2009 ARCHEOLOGIA
Francesca Parlato Corriere della Sera
Il Cilento come Jurassic park
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tempo di lettura previsto 3 min. circa

SALERNO - Velociraptor e brontosauri? Passeggiavano e pasteggiavano su e giù per il Cilento, fino all'era glaciale (o al meteorite) che ha portato all'estinzione. Ecco le prove: il 10 novembre apre a Magliano Vetere il primo museo geo-paleontologico nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. L'idea del sito nasce più di 15 anni fa per rendere fruibili a tutti, anche ai non esperti, le numerose tracce sulla presenza dei dinosauri rinvenuti nella zona. L'apertura è stata fortemente voluta dall'amministrazione comunale di Magliano Vetere e fondamentali, in tale direzione, sono state le figure degli studiosi Sergio Bravi, geologo ricercatore dell'università Federico II, e del biologo Antonio Feola. Bravi sarà responsabile scientifico e Feola project manager dell'intera struttura.

L'edificio che ospita il museo, prontamente rinnovato dal Comune (prima ospitava una scuola elementare), si trova proprio al centro del paese, e si articola su due livelli, composti da 5 sale espositive, 3 laboratori e 2 aree didattiche esterne.

Punta di diamante di tutto il percorso museale è sicuramente la «sala Diorama» in cui viene riprodotto in maniera rigorosamente scientifica e fedele, un habitat naturale del periodo Cretacico (circa 80 milioni di anni fa) basato sullo studio del giacimento fossilifero ritrovato proprio a Magliano e di altri siti che si trovano sul territorio nazionale. È ricreato infatti uno scorcio comprendente un´area di riva di laguna, che si evolve in un ambiente di spiaggia-duna e di una foresta costiera. Suggestiva è inoltre la ricostruzione di una vasca dove all'interno ci sono riproduzioni di pesci tipici del Cretacico e sulla riva conchiglie di ammoniti (molluschi cefalopodi). Sulla duna a grandezza naturale la riproduzione di uno Scipionix (un piccolo esemplare di dinosauro) e nel cielo uno Pterosauro. Sullo sfondo tra sequoie, magnolie e ginko, piante che rappresentano una sorta di fossili viventi perchè tipiche del periodo cretacico, due velociraptor attaccano un protoceratopo.

Due sale del museo invece sono dedicate alla spiegazione, attraverso campioni di rocce e pannelli esplicativi delle origini dell'universo e della nascita dei primi organismi. Mentre in altre due sale sono esposti i ritrovamenti fossili avvenuti sui giacimenti fossiliferi della dorsale montuosa del Vesole-Chianello e dei monti Alburni. Fondamentali per i gruppi scolastici o per gruppi di semplici visitatori i due laboratori didattici «Immagini dal passato» e «Le rocce raccontano». «La struttura», dice Sergio Bravi, «è l´unico esempio del tipo in tutto il meridione in cui alle collezioni esposte si affianca un apparato laboratoriale che permette di fare ricerca e didattica nel campo della geologia e della paleontologia». Ultima tappa del museo è infatti il Laboratorio tecnico-scientifico riservato al restauro di fossili, alla preparazione e allo studio dei campioni di roccia, alla produzione di gadget.

L'inaugurazione del Museo geo-Paleontologico di Magliano Vetere è fissata per martedì 10 novembre alle 16.30, presenti, tra gli altri, Mario Resca, a capo della Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli e il presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Amilcare Troiano. Interverranno anche Pierluigi Masini, vicedirettore de Il Resto del Carlino, Ruggero Matteucci, presidente della Società Paleontologica Italiana, Angelo De Vita, direttore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Carmine D´Alessandro, sindaco di Magliano Vetere.


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