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28 Dicembre 2002 ARCHEOLOGIA
Focus
Tubercolosi? Giulio Cesare non ha colpe
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I resti di un cadavere ritrovato in Inghilterra in un piccolo villaggio del Dorset, morto di tubercolosi più di 2.200 anni fa, hanno dimostrato che la teoria che indicava nei legionari romani i portatori di questa malattia sull'isola britannica era sbagliata. I danni alla spina dorsale hanno risvegliato i primi sospetti negli scienziati sulla causa della morte, e il test del Dna ha poi confermato trattarsi di tubercolosi. In seguito, l'esame al carbonio 14 ha stabilito il periodo in cui lo sfortunato era vissuto, tra il 400 e il 220 avanti Cristo, quindi molto prima della data in cui i legionari di Giulio Cesare invasero per la prima volta l'isola d'Albione: il 55 a.C.

Un'epidemia che continua. In Inghilterra la tubercolosi è una malattia che per secoli ha terrorizzato i sudditi di sua Maestà. Oltre ai milioni di britannici morti negli ultimi due millenni, solo lo scorso anno sono stati registrati 6800 casi; alla fine degli anni ottanta erano solo 5000, ma sono comunque da considerarsi pochi rispetto ai 50.000 che colpivano l'isola prima della produzione su larga scala degli antibiotici, avvenuta intorno alla meta del secolo scorso. In Italia, come ha confermato il professor Roberto Cauda dell'Università Cattolica di Roma, negli ultimi anni si è registrato un aumento delle infezioni pari al 9, 6 su centomila abitanti, quindi circa 5.500 ogni anno.


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