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8 Aprile 2003 ARCHEOLOGIA
Focus
All'origine fu "click"!
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Sono circa 30 le lingue moderne, tutte utilizzate nel sud dell'Africa, che conservano tracce della lingua madre ancestrale. Queste tracce sono fatte di "click": quattro o cinque suoni generati dalla pronuncia di una doppia consonante tramite il rapido movimento della lingua dall'alto verso il basso della cavità orale. Sono le cosiddette lingue a "schiocchi" che, uno studio genetico condotto a Stanford, ha fatto risalire a una stirpe estremamente antica, nota con il nome "Ju/'hoansi". Lo slash (/) sta ad indicare il "click": Ju/'hoansi, infatti, è pronunciato "Ju-twansi", dove la doppia consonante "tw" è un "suono click" pronunciato allo stesso modo di "tsk, tsk", utilizzato per esprimere disapprovazione.

Agli albori dell'umanità. In base ad analisi del DNA, i "click speaker" che sopravvivono in Africa (tra cui una popolazione che abita il deserto del Kalahari, in Namibia, e le popolazioni tanzane Hadzabe e Sandawe), discenderebbero dai Ju/'hoansi, la cui linea di discendenza è così antica da raggiungere le radici dell'albero genealogico dell'umanità. Fuori dall'Africa, l'unico linguaggio conosciuto composto da "click" è il Damin, una lingua aborigena australiana, ormai estinta, che veniva utilizzata durante i riti d'iniziazione. Grazie a questa ricerca, i genetisti sono ora in grado di inserire alcuni gruppi etnici nella lunga scala di discendenze dell'intera umanità.

TAG: DNA

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