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9 Maggio 2003 SCIENZA
La redazione di La Porta del Tempo
Insetti alati si sarebbero evoluti da simil crostacei
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La vicinanza esistente fra alcuni esapodi tra i più primitivi che abitano il suolo, noti come collemboli e i loro parenti alati porterebbe a concludere che questi ultimi, piuttosto che avere avuto origine da animali con sei zampe non ancora in grado di volare, deriverebbero da animali simili a crostacei.

Gli artropodi (insetti, crostacei, millepiedi, ragni ed i loro parenti più prossimi) - sottolineano gli autori dello studio, Francesco Nardi, Giacomo Spinsanti, Antonio Carapelli, Romano Dallai e Francesco Frati) rappresentano i tre quarti delle specie viventi sul pianeta e la loro evoluzione ha prodotto fenomeni di adattamento e differenziazione nelle più disparate nicchie ecologiche. Allo stesso tempo, però, lo studio dei primi passi dell'evoluzione degli artropodi e insetti costituisce un problema molto complesso, poiché implica la ricostruzione di eventi evolutivi avvenuti oltre 400 milioni di anni fa, un periodo durante il quale ciascun singolo organismo si è poi lentamente modificato per adattarsi ai continui cambiamenti ambientali.

Lo sviluppo delle tecnologie di analisi del DNA ha però aperto nuove strade per lo studio dell'evoluzione e della filogenesi, basate non solo sul confronto delle caratteristiche morfologiche, ma anche su quello delle molecole che compongono il genoma degli organismi viventi.

In questo contesto, seguendo una linea di ricerca iniziata più di trenta anni fa dal Prof. Dallai e collaboratori presso il Dipartimento di Biologia Evolutiva dell'Università di Siena, che si sono occupati dello studio degli esapodi basali (gli 'atterigoti') dai più vari punti di vista (evoluzione, morfologia, ecologia, ultrastruttura), sono stati ottenuti risultati molto interessanti ed innovativi attraverso il confronto delle sequenze di geni presenti nel genoma mitocondriale. Tali risultati suggeriscono che alcuni degli insetti più primitivi (i collemboli, insetti non alati abitatori dei suoli), non sarebbero maggiormente imparentati con i 'più evoluti' insetti alati (grilli, mosche, vespe, farfalle, etc.), a cui somigliano per la presenza di sei zampe ed il corpo tripartito (testa, torace e addome) di quanto non siano invece alcuni crostacei (granchi, aragoste, gamberetti).

Gli insetti alati, quindi, piuttosto che evolversi da animali con sei zampe non ancora in grado di volare, quali gli atterigoti, si sarebbero viceversa evoluti da animali simili a crostacei, e non rappresenterebbero altro che, secondo la pittoresca descrizione di Richard C. Brusca, dei crostacei volanti. In questo contesto i collemboli, e verosimilmente altri gruppi più basali degli esapodi, costituirebbero una linea evolutiva indipendente, a sua volta originatasi da antenati simili a crostacei. In tale lavoro si suggerisce una nuova visione dell'evoluzione degli artropodi nell'ambito dei quali la condizione esapode (la presenza di sei zampe) e la conquista della terraferma non sarebbero state realizzate una sola volta da un singolo organismo pioniere, da cui si sarebbero poi evoluti tutti gli insetti, ma rappresenterebbero adattamenti paralleli acquisiti indipendentemente in linee evolutive diverse.


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