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12 Maggio 2003 PALEONTOLOGIA
Le Scienze
L'estinzione dei mastodonti
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Alla fine dell'ultima era glaciale, circa 10.000 anni fa, tre quarti dei mastodonti, dei mammut e di altri bestioni che vivevano nell'America del Nord scomparvero per sempre. Nuove prove sembrano suggerire che furono cacciatori umani, e non gli improvvisi cambiamenti climatici, a causare la loro estinzione.

L'elemento chiave per gettare luce sulla loro storia è un piccolo fungo che cresce sul letame. Spore microscopiche del fungo Sporomiella, provenienti dagli escrementi degli animali che fanno il bagno, si trovano ancora nei laghi, nelle pozze e nelle paludi e forniscono importanti informazioni agli scienziati. I paleoecologi Guy Robinson, David Burney e Lida Pigott Burney della Fordham University di New York hanno cercato tracce delle spore e altri indizi negli strati di fango in quattro siti a sud-est di New York.

La loro analisi ha rivelato una chiara successione di eventi. Dapprima, la popolazione di megafauna è collassata, come indica un calo fino a un decimo delle spore di Sporomiella. Poco più tardi l'abbondanza di frammenti microscopici di carbone da legna proveniente da grandi fuochi, che testimonia della presenza di esseri umani, è cresciuta di dieci volte. E solo un migliaio di anni più tardi il polline di alberi delle foreste boreali indica l'inizio dell'ultima era glaciale. Questo, secondo i ricercatori, significa che il cambiamento del clima è avvenuto solo in seguito e non ha avuto un ruolo principale nel declino dei mastodonti.

Lo studio è stato presentato al meeting congiunto della Geological Society of America e dell'Atlantic Geoscience Society, svoltosi a Halifax alla fine di marzo.

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