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5 Agosto 2003 PALEONTOLOGIA
Le Scienze
L'origine dei primi americani
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Gli antropologi ritengono che millenni or sono alcuni cacciatori provenienti dall'Asia abbiano attraversato il ponte di terra di Bering per dare origine ai primi americani, il popolo di Clovis. Tuttavia, nuove datazioni mostrano ora che un importante sito siberiano, ritenuto un punto di passaggio verso lo stretto di Bering, non sarebbe mai stato occupato fino a un periodo molto successivo alla presenza dei Clovis nell'America del Nord.

Chi fossero i primi americani e come siano giunti nel continente rappresenta uno dei maggiori enigmi dell'antropologia. Stando alle datazioni corrette al radiocarbonio, i Clovis, la prima cultura riconosciuta nelle Americhe, iniziarono circa 13, 600 anni fa a cacciare i Mammut con le loro caratteristiche cerbottane, per poi scomparire diversi secoli più tardi. L'idea che i loro antenati fossero emigrati dalla Siberia nordorientale attraverso un ponte di terra, poi sommerso alla fine dell'ultima era glaciale, è stata messa a dura prova dalla datazione di alcuni siti pre-Clovis, compreso quello di Monte Verde, in Cile, risalente a circa 15000 anni fa.

Come riferito in un articolo pubblicato sulla rivista "Science", un team di ricercatori ha ora rivisitato il sito del lago Ushki, nella penisola russa della Kamchatka, dove il carbone presente in una tomba era stato datato di 16.800 anni fa. Le nuove stime del team, guidato dal paleoantropologo Ted Goebel dell'Università del Nevada di Reno, rivelano invece che il sito è vecchio di soli 13.000 anni.

La nuova scoperta sembra perciò eliminare un importante anello della catena che legava l'origine dei Clovis alla Siberia. Ma anche se questo invita a negare che gli abitanti del lago Ushki fossero gli antenati dei Clovis, non escluderebbe la teoria dell'origine dei Clovis in Beringia. Esistono infatti altri siti, leggermente più vecchi, in Alaska.

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