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16 Gennaio 2004 STORIA
The State
Nuovi studi sostengono che la Città Vecchia è maggiormente a rischio di terremoto
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GERUSALEMME – La Bibbia narra di terremoti che squarciavano le colline di questa antica città con furia apocalittica, sommandosi alla brutale violenza delle battaglie, o sottolineando la crocifissione di Gesù.

Ora, una survey geologica sostiene che il cuore della narrazione biblica, la Città Antica murata di Gerusalemme –sarebbe tra le parti della città più a rischio nel caso di un altro terremoto, poiché si trova su strati di detriti e non sulla solida roccia.

Un disastro naturale nella Città Vecchia potrebbe anche portare conseguenza politiche devastanti poiché è il cuore fiero del conflitto tra Israeliani e Palestinesi.

Lo studio di tre anni, condotto dal Centro di­ Controllo Geologico d´Israele, e reso noto questa settimana, ha scoperto che la Città Antica è più a rischio dei moderni quartieri circostanti, per la sua antica costruzione e per gli strati sottostanti di detriti friabili, residui dei saccheggi delle armate, ha dichiarato Amos Bein, direttore del centro.

"Lo strato al di sotto non è di roccia solida, ma piuttosto di una sorta di pietrisco" ha dichiarato Bein. Queste deboli fondazioni potrebbero amplificare l´impatto dell´ondata sismica, ha dichiarato.

I ricercatori hanno usato i computer per mappare la topografia, la geologia, il suolo di Gerusalemme ed il labirinto sotterraneo di cisterne e tunnel della Città Vecchia.

Più a rischio, sostiene il rapporto, sono la Città Vecchia e la piazza sopraelevata di 11 acri che ospita le due principali moschee, inclusa la dorata Cupola di Roccia.

Il sito è caro ai musulmani per il complesso della Moschea di Al Aqsa e agli ebrei per il Monte del Tempio – una volta sede del Tempio biblico. Gli ebrei pregano presso uno dei muri esterni di cinta, uno dei pochi resti del complesso del Tempio – il Muro Occidentale.

Il rapporto sollecita gli amministratori della municipalità di Gerusalemme ad identificare e rinforzare le strutture più deboli.

Circa una mezza dozzina di terremoti hanno scosso la città negli ultimi mille anni, ha dichiarato Bein, e gli archeologi hanno trovato tracce dei danni. L´ultimo grande terremoto nell´area è stato nel 1927, quando un terremoto di magnitudine 6.3 con epicentro presso Gerico, circa 15 miglia ad est di Gerusalemme, uccise più di 200 persone.

Il sisma del ´27 scosse i luoghi sacri di Gerusalemme e potrebbe essere stato la causa delle fratture nell´angolo sud-occidentale delle mura esterne del complesso della moschea, che alcuni ricercatori sostengono da tempo sia a rischio di crollo.

Questo terremoto danneggiò anche uno dei luoghi più sacri della cristianità, la Chiesa del Santo Sepolcro, costruita attorno ad un blocco di roccia ritenuto essere il monte a forma di cranio su cui Cristo fu crocifisso e sepolto.

Alcuni scienziati israeliani avvisano che un terremoto ancora maggiore potrebbe, con molta probabilità, colpire la Terra Santa nei prossimi 50 anni.

La Valle della Grande Spaccatura corre per 3, 000 miglia tra la Siria ed il Mozambico e passa attraverso il Mar Morto, al di sotto delle colline orientali di Gerusalemme. Il formarsi della faglia fu determinato dalla separazione delle placche tettoniche Africana ed Eurasiatica 35 milioni di anni or sono, una divisione che indebolì la crosta terrestre.

Circa 35 miglia a nord, un´altra faglia taglia la terra da est ad ovest dal porto sul Mediterraneo di Haifa alle città della Riva Occidentale di Jenin e Nablus, prima di raggiungere il Fiume Giordano.

"E´ un´area molto attiva che può produrre un grande terremoto" ha dichiarato Bein.

Due settimane or sono, un piccolo terremoto di magnitudine 3.7 è stato rilevato nella regione del Mar Morto ma non ha provocato alcun danno.

La Bibbia cita una serie di terremoti nella zona. Alcuni studiosi sostengono che un terremoto potrebbe nascondersi dietro la pioggia di lapilli e fuoco che tempestò Sodomia e Gomorra.

Poco dopo la morte di Gesù su una croce di legno "la terra si scosse e le rocce si spaccarono" ispirando paura e fede nel centurione romano e su altri testimoni che "videro il terremoto" (Matteo 27:51-54).


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