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27 Ottobre 2003 PALEONTOLOGIA
Le Scienze
Una scultura paleolitica
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Un archeologo italiano, Pietro Gaietto del Museo delle Origini dell'Uomo di Genova, ha scoperto quello che potrebbe essere uno dei più antichi esempi conosciuti di arte preistorica. Si tratta della rappresentazione di volti umani scolpiti almeno 200.000 anni fa in una roccia.

La scoperta è stata fatta nel 2001 nel corso di una spedizione nel comune di Borzonasca, in Liguria. Secondo Gaietto, nella pietra si possono riconoscere volti che guardano in direzioni opposte. Uno dei due volti, che l'archeologo definisce "molto espressivo", presenta una barba. Se la datazione venisse confermata, si dovrebbe concludere che probabilmente l'artista apparteneva a una specie umana estinta da almeno 150.000 anni.

Gaietto ha trovato la pietra in un mucchio di detriti raccolti per essere usati come materiali da costruzione. "Se non me ne fossi accorto, - commenta - quella roccia sarebbe stata ricoperta di cemento e oggi farebbe parte di un muro". Secondo l'archeologo, la scultura sarebbe opera di un esemplare di Homo erectus, una specie di ominidi di cui esistono diverse tracce nella regione, e potrebbe essere stata usata per qualche rituale. L'ipotesi è controversa, in quanto non si ritiene che Homo erectus fosse dotato del pensiero simbolico necessario per creare arte. I più antichi esempi di arte umana che gli scienziati concordano nel definire come tali sono tutti più recenti di 100.000 anni. Ma esistono oggetti anche più vecchi dei volti di Borzonasca, come la cosiddetta statuetta Tan-Tan di 400.000 anni fa scoperta in Marocco, che alcuni ricercatori sostengono essere espressione artistica dell'uomo.

Volti umani preistorici non sarebbero comunque una novità nella regione: lo testimonierebbe il volto megalitico di Borzone, una parete rocciosa che si ritiene sia stata scolpita da mani umane.

TAG: Musei

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