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3 Ottobre 2007 SCIENZA
EurekAlert!
Perfino senza matematica, gli antichi ingegneri avevano macchine sofisticate
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Un ricercatore dell´Università di Harvard ha scoperto che gli antichi artigiani greci erano in grado di concepire sofisticati macchinari senza necessità di comprendere le teorie matematiche che stavano dietro la loro progettazione e costruzione.

Recenti analisi di trattati tecnici e di fonti letterarie databili al V secolo a.C. rivelano una tecnologia fiorita tra i professionisti con limitate conoscenze teoriche.

"Gli artigiani avevano una conoscenza del tutto peculiare che non si basava sulla teoria" spiega Mark Schiefsky, professore di Arte e Scienze alla Facoltà di Harvard. "Non frequentarono l´Accademia di Platone per imparare la geometria, eppure erano in grado di costruire dispositivi calibrati precisamente."

La bilancia, usata per misurare il peso attraverso tutto il mondo antico, illustra al meglio le scoperte di Schiefsky sulla distinzione tra conoscenze pratiche e teoriche. Lavorando con un gruppo guidato da Jurgen Renn, Direttore del Max Planck Institute per la Storia della Scienza di Berlino, Schiefsky ha scoperto che la stadera una bilancia con bracci differenti era in uso già dal IV-V secolo a.C., prima che Archimede ed altri pensatori dell´Era Ellenistica dessero dimostrazione matematica della sua fondazione teorica.

"La gente crede che Archimede sia stato il primo ad usare la stadera perché sostengono che non se ne possa creare una senza conoscere la legge della leva. Nei fatti si può e la gente di fatto lo faceva. Gli artigiani avevano il loro insieme di regole per creare la scala e calibrare lo strumento" ha dichiarato Schiefsky.

I bisogni pratici, come anche la prova e l´errore, conducevano allo sviluppo di tecnologie simili alla stadera.

"Se qualcuno avesse portato 100 chili di carne al mercato, come si sarebbero potuti pesare?" chiede Schiefsky. "Sarebbe stato utile avere una pesa da 10 chili invece che una da 100, ma per farlo sarebbe stato necessario cambiare il punto di bilanciamento e ragionevolmente comprendere il principio della proporzionalità tra il peso e la distanza dal fulcro. Eppure, questi artigiani erano in grado di usare e calibrare questi strumenti senza comprendere la legge della leva."

Gli artigiani avevano imparato a migliorare questi macchinari mediante l´uso produttivo, nel corso delle loro carriere, spiega Schiefsky. Con il diffondersi delle conoscenze matematiche nell´Era Ellenistica, la teoria venne ad esercitare un´influenza maggiore sullo sviluppo delle antiche tecnologie. La catapulta, sviluppatasi nel III secolo a.C. offre evidenze del modo in cui l´ingegneria divenne sistematizzata.

Con l´aiuto delle fonti letterarie e dati dagli scavi archeologici, "possiamo effettivamente risalire al periodo in cui gli antichi cominciarono ad usare i metodi matematici per costruire le catapulte" nota Schiefsky. "I macchinari erano costruiti e calibrati con precisione"

I re alessandrini svilupparono e promossero un attivo programma di ricerca per rifinire ulteriormente la catapulta. Mediante la sperimentazione e l´applicazione del metodo matematico, come quello sviluppato da Archimede, gli artigiani furono in grado di costruire macchine di grande potenza. Tendini di animali ritorti aiutavano ad accrescere il potere del braccio di lancio, che poteva scagliare pietre del peso di 50 libbre o più.

La catapulta ebbe grande impatto sulle politiche del mondo antico.

"Potevi attaccare improvvisamente una città che fino a poco tempo prima era considerata impenetrabile"spiega Schiefsky. "Queste macchine cambiarono il corso della storia".

Secondo Schiefsky, l´interazione tra conoscenze teoriche e know-how pratico fu cruciale per la storia della scienza occidentale.

"È importante esplorare quello che gli artigiani sapevano e quel che non sapevano" spiega Schiefsky "così che possiamo comprendere meglio in che modo il loro lavoro si inserisce nell´arco dello sviluppo scientifico".


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