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29 Novembre 2004 SCIENZA
physorg.com
«LA MACCHINA DEL TEMPO» PER RICREARE IL PASSATO DELL´UOMO, E QUINDI ESPLORARE I POSSIBILI FUTURI
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Il progetto intende creare un modello che riproduca le complesse interazioni, su lunghi periodi di tempo, tra specifiche azioni umane e mutamenti nel paesaggio. Una volta perfetto, questo modello potrebbe potenzialmente essere applicato a situazioni moderne ed usato per prevedere i risultati delle decisioni sull´uso del territorio.

"Intendiamo usare l´archeologia e le informazioni sul passato ambiente del passato, popoli del passato per sviluppare un modello di laboratorio delle relazioni, interazioni, mutamenti uomo-ambiente sul lungo periodo" spiega Michael Barton, professore di antropologia e direttore del progetto.

La creazione di modelli computerizzati è il metodo usato dalla moderna tecnologia per consentire alla mente umana di confrontarsi con un grande corpo di informazioni, con problemi complessi, e con argomenti che hanno scale di tempo e spazio superiori alla normale percezione umana.

Mentre è possibile, per esempio, verificare quel che accade in una data località in un giorno, gli umani non sono capaci di "osservare" direttamente il processo che accade su scala regionale o globale nei secoli o nei millenni. Invece, un modello pensato per riprodurre le dinamiche della realtà, può analizzare grandi quantitativi di informazioni e riproporre il suo campo visuale per mostrare mutamenti su larga scala ed illuminare i processi coinvolti.

Secondo Barton, le dinamiche ecologiche e geologiche sul lungo termine dell´uso umano del territorio costituiscono il problema ideale per la creazione di modelli. (...)

Il progetto prende in considerazione in particolare due aree del Mediterraneo con storia di popolazione umana estremamente lunga, ma con differenti condizioni ambientali una montagnosa e relativamente umida area della Spagna orientale, ed il territorio asciutto e piuttosto basso sul livello del mare della Valle del Giordano. Il modello pianifica di coprire (ed essere testato in riferimento a) un periodo di 6, 000 anni dall´8, 000 a.C. al 2, 000 a.C.

"Siamo in possesso di una quantità ragguardevole di dati che risalgono al passato remoto di entrambe i siti, e possiamo così verificare la fedeltà del nostro modello. Se non dovesse rivelarsi accurato, in sede di riscontro, potremmo rifinire le sue caratteristiche fino alla perfetta corrispondenza" ha spiegato ancora Barton.

Una volta che il modello sarà adeguatamente perfezionato, Barton spiega che potrà essere ulteriormente modificato per vedere quali effetti le differenti decisioni umane hanno prodotto (o avrebbero potuto produrre) in differenti situazioni.

"Possiamo iniziare con una serie di domande della serie " ha spiegato. "Cosa sarebbe accaduto se i popoli avessero intensificato le coltivazioni mediante terrazzamenti? Cosa se si fossero allevati più animali sul territorio...o meno? Cosa se non avessero avuto capre o pecore? Cosa se avessero disboscato in misura maggiore... o minore? Una volta che si ha un modello operativo, si possono leggerne i risultati."

"Sono tutte domande che assumono oggi un´importanza ancora superiore" aggiunge. "Molta parte del pianeta deve ancora raggiungere il progresso, e noi non sappiamo quali saranno le conseguenze di ciò sul lungo termine. L´area del Mediterraneo è un luogo indicato per studiare e trovare le risposte dal momento che è stata coltivata per un periodo di tempo più lungo che qualsiasi altro luogo al mondo."

E seppure il progetto sia disegnato per studiare il passato, il suo scopo ultimo è orientato al futuro.

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