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22 Agosto 2005 ARCHEOLOGIA
PSU - Penn State
SEGRETI DELL´ANTICA ISLANDA PARTE UNO
tempo di lettura previsto 3 min. circa

"La scienza è la congiuntura tra quel che si aspetta e quel che esiste" sostiene l´antropologo Paul Durrenberger. "Il punto è capire cosa sia reale e cosa no".

Durrenberger è il sostenitore di una teoria che sarà sottoposta a test nel corso di una survey archeologica in corso. La tradizione basata su una lettura romantica delle saghe medievali islandesi sostiene che l´Islanda fosse "quasi una democrazia" al tempo del suo insediamento vichingo dall´870 a 1262, quando divenne parte del regno di Norvegia.

Durrenberger ritiene invece che la società fosse più gerarchica, e che i proprietari terrieri controllarono tutte le risorse, sottomettendo il resto della popolazione fin dall´inizio. Se si riuscirà a mappare tutta l´Era Vichinga ed in seguito i resti delle case medievali nella valle, Durrenberger potrà verificare dai mutamenti nel percorso degli insediamenti, quando l´economia politica dell´Islanda si trasformò, ed il potere ottenne una maggiore distribuzione.

Fino ad ora sembra che Durrenberger abbia ragione e che il mutamento sia accaduto prima del 1262. A Glaumbaer, le dimore vichinghe furono abbandonate subito dopo il 1104 ed una nuova casa padronale fu costruita sulla collina del museo, dove si trova attualmente una casa colonica del XVIII secolo. Tra l´edificio della casa colonica ed i campi si trova il tumulo dove la tradizione racconta si trovassero case di pietra sin dall´Era vichinga. Sulla sommità dell´ultima di queste casa, abbandonata negli anni ´40, gli attuali coltivatori hanno scaricato i loro rifiuti, incluse diverse centinaia di pecore che morirono nel 1991 per una malattia infettiva. All´arrivo di Durrenberger, il team aveva già prelevato campioni di scavo, infilando tubi d´acciaio sottile nel suolo ed effettuando carotaggi. Esaminando gli strati di carbone, ossa, e ceneri dalla torbiera nei campioni di suolo, sono stati in grado di scoprire come furono costruite le prime cause in quest´area.

"In Islanda si hanno le date scolpite nel terreno" spiega Durrenberger, "perché vi sono strati di tephra vulcanica facilmente individuabili".

La tephra ha un colore ed una trama differente dal suolo o dalla sabbia. Quando si conficca la vanga in questo materiale, produce un suono particolare, come avessi appena stappato una bottiglia di vetro. Sembra granulosa, quasi appuntita sulle dita (o, eventualmente, sulla lingua). E chiunque potrebbe individuare i contorni più ovvi: uno strato bianco gessoso da un´eruzione del 1104 ed uno bruno-miele da altre due eruzioni da 2000 e 4000 anni or sono. Se non si vedono carbone, ossa o ceneri sopra la linea bruno-miele, non si può capire quale popolo visse qui quando gli esploratori vichinghi scoprirono l´Islanda, non trovarono popoli indigeni.

Se, d´altra parte, si trova carbone, ossa o cenere presso lo strato bianco del 1104, l´area merita indagini più approfondite.

Questo tumulo mostra segni di occupazione sin dal 1004. Al suo arrivo, Durrenberger cominciò uno scavo di una fossa di prova di un metro quadrato con una vanga molto ben affilata.

E all´interno della fossa, sono state trovate lische di pesce, conchiglie, alcuni denti, un chiodo, frammenti di ferro, ossa di pecora, un pezzo di carbone che deve essere stato importato - perché l´Islanda non ha carbone - un fermaglio per vestiti fatto da una vite che sembra la testa di un ariete ed una perla d´osso. Quest´ultimo piuttosto particolare perché aveva due anelli incisi e si trovava in uno strato dal XIX secolo. "Deve aver percorso un lungo viaggio per giungere sino a qui" commenta Durrenberger.


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