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9 Agosto 2005 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
TROVATO IL SEPOLCRO DI EGIL SKALL-GRìMSSON?
tempo di lettura previsto 3 min. circa

La radio di stato islandese ha riportato che il probabile sito di sepoltura di Egil Skalla-Grìmsson, uno dei più famosi vichinghi islandesi, sarebbe stato trovato sotto l´altare di una chiesa di un insediamento del periodo.

Al sito non sono state trovate ossa.

Jessie Byock, professore di archeologia all´Università di California, Los Angeles, incaricato dello scavo, sottolinea che il lavoro svolto a Mosafellsdal non era diretto al ritrovamento del sito sepolcrale dell´antico capo vichingo. Il proposito era invece quello di mappare gli antichi insediamenti nell´area, al tempo in cui i vichinghi si trovarono lì.

Era noto agli studiosi, però, che la tomba di Egil si potesse trovare da quelle parti.

Nella Saga Islandese, o Saga di Egil, si racconta che fu seppellito sotto una chiesa che la sua figlia più grande, Thòrdìs avrebbe costruito per lui, ma le sue ossa furono poi spostate ad un sito vicino Mosafellsdal. Il seppellimento sotto la chiesa è lungo due metri, ed Egil è descritto come uomo alto e possente.

Il Professor Byock ha dichiarato che il team di scavo è soddisfatto dei successi raggiunti. Hanno infatti ottenuto informazioni sulle condizioni di salute del popolo ove cancro e tubercolosi erano prevalenti come anche altri aspetti culturali della loro natura.

Nato attorno al 910 d.C. Egil mostrò da presto un carattere notevole. Si ubriacò a tre anni ed uccise un uomo a sei. Ma rivelò anche un lato più intellettuale e sentimentale commemorando il suo primo massacro con un poema, rendendo tributo a sua madre e predicendo con lungimiranza la sua stessa gloriosa carriera di vichingo.

Nel corso della sua lunga vita, Egil non solo uccise, ma cavò anche gli occhi a molti dei suoi nemici, e vomitò su altri. Quando suo fratello Thotolf morì, stavano combattendo per Re Athelstan nella battaglia di Vin Moor (anche nota come battaglia di Brunnanburh) nel corso dell´invasione scozzese dell´Inghilterra nel 937. Egil, livido di furore, inseguì i suoi nemici e li uccise tutti fino all´ultimo. Solo il dono del re inglese di due ceste piene di argento poté placare la sua furia.

Una faida di lungo corso con Erik Bloodaxe, Re di Norvegia, raggiunse il suo culmine quando Egil fu imprigionato a York. Nella notte, pagò il tributo ad Erik con un poema "Riscatto della Testa" ed il Re poté solo rilasciarlo il giorno successivo.

In seguito, Egil sprofondò in una profonda depressione suicida dopo aver perso due figli. Su consiglio di sua figlia, invece di togliersi la vita, celebrò il suo dolore in poema, "Lamento dei miei figli".

In età avanzata, Egil perse la vista e visse con sua figlia e suo genero a Mosfell. Poco prima della sua morte, chiese di potersi unire alla sessione annuale del parlamento di Thingvellir. Quando gli chiesero perché, replicò che intendeva spargere l´argento inglese per tutto il parlamento in sessione plenaria, sperando di istigare una lotta. Ma non gli consentirono di partecipare. Allora, mentre tutti si trovavano al parlamento, prese le due ceste d´argento, un cavallo e due schiavi per quello che definì un breve viaggio. Il giorno successivo, Egil ed il cavallo furono trovati a vagare nei campi, mentre gli schiavi e l´argento sparirono per sempre.


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