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28 Aprile 2004 SCIENZA
BBC News online
IL COMPUTER AIUTA A RICOSTRUIRE UNA MAPPA DELL´ANTICA ROMA
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Sono stati compiuti notevoli progressi nella ricostruzione della Forma Urbis Romae, una mappa di Roma incisa su lastre di pietra attorno al 210 d.C., ma in seguito andata in pezzi.

Delle misure di 18 metri per 14, la mappa si trovava originariamente appesa nel Templum Pacis, uno luoghi più significativi nel passato della città. Evidenza un notevole grado d´accuratezza, ma si è riusciti finora a ricostruirne solo una minima parte. Un programma computerizzato della Stanford University è però giunto in soccorso dei ricercatori.

NUOVA COMPRENSIONE

Così complicato è l´intreccio delle incisioni sulla mappa, che per decenni ci si è riferiti ai suoi pezzi come "il più grande puzzle del mondo". Ogni paio d´anni, un ricercatore suggeriva una nuova corrispondenza tra due dei pezzi. Ora, il nuovo software prodotto dal Dr David Koller ha trovato un sistema di corrispondenze ad alta probabilità. Con la nuova tecnologia informatica, gli esperti potranno prevedere un´ampia espansione nella conoscenza della mappa, e di conseguenza un nuovo sguardo al cuore dell´antica Roma.

La Forma Urbis mostra quasi ogni edificio della città, dal Colosseo al Circo Massimo, dove avevano luogo le corse di carri, fino ai singoli negozi e perfino le scale.

Ma poco dopo la caduta di Roma, si ritiene che la parte inferiore della mappa sia stata prelevata dalla parete, probabilmente per essere bruciata nelle fornaci per creare materiale da costruzioni.

Potrebbe essere giaciuta abbandonata per secoli, come un ammasso di frammenti confusi, occasionalmente utilizzati per opere di costruzione.

Nel corso del Rinascimento, alcuni riconobbero la sua importanza, ma i pezzi continuarono ad essere dispersi.

La mappa non sarà mai ricostruita integralmente; non più del 15% di essa ancora sopravvive - e suddiviso in 1, 186 frammenti.

"Ci sono molte informazioni su Roma che il puzzle può ancora svelare, e saranno necessarie altre tecnologie informatiche allo scopo. La prima missione era scansionare e catalogare i pezzi esistenti. Nel farlo, abbiamo creato il più grande e dettagliato modello di un manufatto culturale" ha dichiarato il prof. Marc Levoy, anch´egli coinvolto nel progetto della Stanford. Parte dei dati può essere liberamente consultata in rete.

"Tutti possono vedere i nostri modelli in 3D dei frammenti della mappa, ma il nostro software non permette di scaricare dettagli della geometria."

La riservatezza sui frammenti della mappa è stata imposta dai ricercatori italiani; e questo è un aspetto interessante del database che Levoy ritiene potrà avere molti altri usi. Gli algoritmi sviluppati per individuare corrispondenze tra i pezzi potrebbero forse essere impiegati in altri settori della scienza, dove è richiesto il riconoscimento di disegni e percorsi, come ad esempio, nella struttura interna ai dati ottenuti dal progetto sul Genoma Umano.

NUOVE DIREZIONI

Anche i progettisti e gli scienziati che studiano le aree urbane potrebbero trarre beneficio dall´antica mappa.

I pezzi della Forma Urbis mostrano un misto di monumenti, negozi, case private e spazi aperti che sono significativi, data la dimensione della città a quel tempo.

La relazione tra spazi pubblici e privati ha attratto l´interesse di alcuni ricercatori, come un´utile proporzione da applicarsi ancora oggi.

Ma il professor Levoy teme che la mappa non sarà mai completata. "Con così poche parti ancora a nostra disposizione, non riusciremo mai a fare corrispondere tutti i pezzi che abbiamo; quel che possiamo fare è ottenere nuovi indizi sulle parti ancora inesplorate della città, ed individuare nuovi indizi su siti archeologicamente rilevanti.

"E´ una sensazione curiosa camminare per Roma oggigiorno e sapere che qualcuno camminava sulla stessa strada 2, 000 anni or sono."

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