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4 Gennaio 2002 ARCHEOLOGIA
National Geographic News
La ricerca per la "perduta" Atlantide si sposta sullo Stretto di Gibilterra
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Fu Platone, attorno al 360 a.C. che descrisse per primo un antico, esotico regno insulare catastroficamente sepolto sotto il mare quando la sua popolazione, una volta virtuosa, sfidò gli dei con i peccati e la corruzione dei costumi.

Da allora, le anime creative, da Giulio Verne, fino a Kirk Morris, Maria Montez, Fay Spain, Jean-Louis Trintingnant, Michael J.Fox, e Walt Disney hanno tentato di spiegare e rappresentare il terribile destino che interessò Atlantide.

Scienziati e studiosi, nel frattempo, per 2000 anni hanno esaminato attentamente le parole del racconto dei Dialoghi di Platone, sperando di comprendere se Atlantide realmente esistette, e, se così, dove si trovasse e in quale punto essa scomparve.

Lo scorso autunno, il geologo francese e studioso di preistoria Jacques Collina-Girard ha presentato una ricerca suggerendo che Atlantide fosse un posto reale un´isola circondata da un piccolo canale dove attualmente si trova lo Stato di Gibilterra.

La sua fine fu segnata circa 11.000 anni or sono, alla fine dell´ultima era glaciale, quando il crescere dei mari la sommerse, insieme con altre sei isole vicine, dice Collina-Girard.

Oggi le isole si troverebbero sparse in qualche posto da 175 a 410 piedi (da 53 a 125 metri) al di sotto della superficie dell´oceano lungo le coste di Spagna e Marocco.

Collina-Girard ritiene che la leggenda di Atlantide si perfezionò a mano a mano che i cantastorie la arricchirono di nuovi dettagli per renderla più interessante, come fece anche Platone ad Atene 9000 anni dopo. Lo studioso paragona la storia a quella del diluvio universale di Noè, un´idea che probabilmente si sviluppò dopo la crescita del livello del Mediterraneo nel Bosforo 7600 anni or sono, per inondare quello che è attualmente il bacino del Mar Nero.

"E´ la stessa cosa" sostiene Collina-Girard. "In ogni luogo nel Medio Oriente, Europa, Asia, la memoria storica comprende storie che parlando del tempo in cui il mare dilagò. "Atlantide non sarebbe che un´altra discreta storia sul diluvio".

Il mondo non sente la mancanza di teorie riguardo Atlantide, la cui locazione è stata rintracciata ovunque: dagli abissi dell´Atlantico, alle acque a largo delle coste americane o perfino nel Mare Cinese Meridionale. Il punto di vista più popolare riguardo alla sua ubicazione è probabilmente l´isola Egea di Thera, a circa 70 miglia (112 chilometri) a nord di Creta, distrutta da un´eruzione vulcanica nel 1470 a.C.

Il fatto però è che la leggenda di Thera ignora lo scritto di Platone. "Il problema è stato che i geologi non sono generalmente interessati ad Atlantide, mentre chi è interessato ad Atlantide non è normalmente esperto di geologia."

Riportando le sue intuizioni lo scorso autunno sul Proceedings of the French Academy of Sciences, Collina-Girard invece suggerisce che Atlantide potrebbe essere trovata proprio dove Platone diceva si trovasse: "Un´isola situata di fronte allo stretto che gli Ateniesi del tempo chiamavano Colonne d´Ercole: Gibilterra" come Crizia dice a Socrate.

L´oceanografia mostra che il livello del mare nel corso dell´era glaciale, circa 20.000 anni or sono, era più di 400 piedi (122 metri) più basso di oggi, dice Collina-Girard. Nei successivi 15.000 anni, il mare crebbe con lo sciogliersi dei ghiacci di circa 2 piedi (0.6 metri) per secolo inizialmente, e qualcosa come 12 metri per secolo (3.7 metri) in seguito.

Quando iniziò lo scioglimento, c´erano sette isole all´estremità occidentale dello Stretto e poco più ad ovest, una sezione dell´Atlantico si separava in un "mare interno" come quello descritto da Platone. Atlantide si trovava a metà del canale, a circa 20 miglia (32 chilometri) a sud ovest della Tarifa dei giorni attuali (Spagna), e a 12 miglia (19 chilometri) a nord ovest di Tangeri (Marocco), secondo Collina-Girard.

Col passare del tempo, la crescita del mare ricoprì le isole una per una, fino a che rimasero solo Atlantide ed un´altra. E per i suoi ultimi 300 anni, Collina-Girard calcolò che il livello del mare ad Atlantide cresceva di circa 8 piedi (2.4 metri) per anno. "Un uomo in vita da almeno 50 anni avrebbe potuto notarlo" riferisce.

Dal punto di vista geologico, la teoria di Collina-Girard è "plausibile, secondo l´accuratezza delle misure del livello del mare" riporta il geofisico marino John Diebold, dell´Osservatorio Terrestre Lamont-Doherty della Columbia University. "Naturalmente, non avremo nessuna conferma definitiva fino a quando non scenderemo nelle profondità per verificare."

Collina-Girard ha dichiarato che programma di iniziare le ricerche subacquee la prossima estate.

La maggior parte della sua teoria è conforme ai Dialoghi. Quel che invece non può corrispondere è la stima del Crizia secondo cui Atlantide era "più ampia della Libia e dell´Asia poste insieme", e la sua affermazione che Atlantide sprofondò negli abissi a causa di un´eruzione vulcanica.


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