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28 Maggio 2001 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Sacrifici e culti sconosciuti nell´Antico Impero Romano
tempo di lettura previsto 6 min. circa

MAINZ. Scandali per le carni e invasioni culturali – questi sono i simboli dei nostri tempi. E, come ci dicono i Romani, non c´è veramente niente di nuovo sotto il sole. Alcuni dimenticano che le cose, normalmente, riappaiono, come è successo al tempio di Iside-Cibele del primo secolo d.C., recentemente dissotterrato a Mainz.

L´Occidente cristiano nell´anno 2001 indulge in scandali per la carne; l´Oriente Cristiano (Corinto ed Asia Minore) era stato afflitto dal medesimo scandalo circa 2000 anni or sono. Secondo l´apostolo Paolo (Corinzi1, 8:10), i cristiani si sdraiavano a pranzare nel tempio della città di Corinto e consumavano carne di animali che erano stati sacrificati alle divinità pagane del tempio. Vedendo questo, i loro fedeli seguaci si erano enormemente irritati: come potevano i Cristiani contaminarsi mangiando la carne sacrificale di dei falsi?

Gli spettacolari scavi nella parte inferiore di Mainz riflettono lo scenario architettonico implicito nel testo biblico. Accanto al tempio di Iside-Cibele, sono state dissotterrate anche le sue sale da pranzo. In antichità, quando si intendeva mangiare carne, si portava una bestia sacrificale all´altare, e la bestia veniva macellata di fronte alle camere del tempio. Gli dei partecipavano del grasso, delle ossa e delle pelli dell´animale grazie al fumo che proveniva dalla pira dell´altare, che avidamente succhiavano attraverso i loro nasi celestiali – come lo scrittore greco Luciano di Samosata ironicamente riporta. Bistecche, cosce di agnelli o parte dei polli venivano anche vendute al mercato, portate a casa, o preparate per essere consumate in un´occasione di festa con gli amici. Tali cibi erano gustati presso il tempio, stile picnic, o serviti nelle sale da pranzo del distretto del tempio.

A Mainz sono state trovate almeno tre sale di questo tipo. I fori nel terreno che reggevano i pilastri della struttura sono ancora visibili. Ogni sala era attrezzata con una stufa e poteva ospitare comodamente sei commensali, che avrebbero mangiato il loro pasto in posizione semi-reclinata. Piccoli tavoli rientranti erano normalmente posizionati accanto alle panche di legno, e venivano estratti quando necessario, una pratica resa nota da un´iscrizione dell´isola greca di Delo.

Durante le celebrazioni nel tempio, i pasti erano aperti al pubblico. Chiunque entrasse poteva ricevere un pasto; negli altri giorni, cittadini singoli o associazioni potevano invitare membri del pubblico a pranzare con loro, in compagnia conviviale.

Mainz non offre la gamma più vasta in questo genere di comodità, si conosce infatti l´esistenza di templi con sale da pranzo che potevano ospitare 12 o più ospiti. Ma la città è tenuta in grande considerazione per avere avuto quel che oggi potremo definire il più antico ristorante nel regno germanico. In antichità, chiunque non volesse invitare ospiti alla sua casa, avrebbe chiesto loro di riunirsi in una sala da pranzo sacra. Come i ristoranti di oggi, le sale erano semi-pubbliche, e rimanevano semi-private fin tanto che le persone vi si trovavano all´interno per consumare la loro cena. Non si avevano camerieri, ed ognuno doveva cucinare per sé.

Queste situazioni erano così una forma antica di self-service, con la differenza che comprendevano un rituale sacrificale delle bestie che sarebbero poi state servite a pasto, e dalla convinzione che la divinità stessa avrebbe partecipato al banchetto. Il culto di Serapis, il marito-dio di Iside, incoraggiava particolarmente questa idea, che ricordava le prime celebrazioni cristiane dell´Eucaristia, rappresentando un pasto che avrebbe soddisfatto allo stesso tempo il corpo e l´anima.

Le iscrizioni di Mainz mostrano che l´Imperatore Vespasiano fondò o almeno supportò, il doppio tempio di Mainz per Iside e Cibele con un´iniezione rinvigorente di finanziamenti attorno al 70d.C. Prima di ciò, le due divinità orientali, che erano arrivate a Roma dall´Egitto e dall´Asia minore, non erano venerate in nessuna delle province germaniche dell´Impero Romano. Mainz ora fornisce prove del loro arrivo. Ma cosa spinse Vespasiano –che si era recato in Germania durante il suo anno da legato nel 41-42 – a portare questo culto a nord attraverso le Alpi?

Esisteva una ragione politica. L´interesse dell´imperatore nella figura di Iside trovava base nella sua permanenza in Egitto. Nel 69 d.C., le truppe in Alessandria lo proclamarono imperatore. Da quel momento in poi, la sua propaganda personale prevedeva l´esaltazione delle divinità egiziane, in primo luogo Serapis, come protettore del suo potere. Mancando a lui una discendenza imperiale, dava in questo modo una legittimazione divina al suo regno. Dopo la vittoria su Gerusalemme nel 71 e prima della sua entrata trionfale in Roma, Vespasiano passò la notte nel tempio di Iside al Campo Marzio. Nessun imperatore lo aveva mai fatto prima. Egli inoltre emise monete che mostravano incisa l´immagine del tempio e più tardi decorò la struttura con un arco di vittoria.

Persino in Germania, fu necessaria una legittimazione divina delle sue regole, perché nell´anno precedente, un parente di Vespasiano aveva dovuto domare una ribellione Germanica. Nel corso della rivolta, parte dell´esercito romano si ammutinò, e le truppe ausiliarie fecero defezione a favore dei ribelli. Stabilire la pace non fu facile; un giuramento di obbedienza al nuovo "faraone" di Alessandria, e alla sua divinità egizia, poteva essere di aiuto.

Naturalmente questa divinità femminile aveva precedentemente riscosso una grande popolarità tra i romani e gli abitanti delle province romanizzate dell´occidente: un altare era stato costruito per Iside attorno al 100 a.C. nel Campidoglio a Roma. E nonostante Augusto e Tiberio avessero riservato una fredda accoglienza al culto di Iside, fu con la dinastia dei Flavi che divenne un evento mediatico. Il trucco di una doppio tempio, ad Iside e Cibele, rese possibile l´apparizione di Iside in Germania. Il panteon romano aveva ammesso Cibele da lungo tempo, come Magna Mater o Grande Madre della Terra, e, a discapito della sua origine asiatica, essa era già stata ufficialmente riconosciuta dai romani da circa 250 anni.

A parte Pompei, Mainz è l´unica fonte di prove archeologiche per le onoranze rese a Serapis – così come ad Iside—nell´Impero Romano Occidentale. La letteratura e le inscrizioni sono i soli altri indizi che ne testimoniano l´esistenza. Nell´Europa continentale, un tempio dedicato alle divinità Egiziane e connesso con campi militari non era mai stato scoperto prima fino ad ora; solo le isole britanniche potevano ospitare una simile rarità.

In più Mainz ora possiede uno dei pochi templi occidentali in Europa del culto di Iside e Serapis, la cui esistenza sia nota. Al di fuori dell´Italia e della Spagna, ve ne sono solo 20, e di essi a malapena un paio sono al sicuro nelle mani degli archeologi. Perfino più rari nell´Europa occidentale sono i culti connessi di Iside e Cibele. Anche se in Italia entrambe le dee sono spesso onorate, un collegamento tra le due può essere solo inferito dalle iscrizioni che descrivono il doppio tempio sul Lago di Garda. Tracce archeologiche di questo tempio, comunque, non sono mai state trovate.


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