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14 Marzo 2006 ARCHEOLOGIA
Ansa
Vita dopo la morte presunta per Motya, vicino Trapani
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Un´antica città fenicia, riportata alla luce in Sicilia fu abitata anche dopo la presunta parziale distruzione, ha dichiarato il direttore del team di scavo impegnato al sito.

"I nostri ritrovamenti, tra cui tegami, contenitori in stile fenicio, piccoli altari e parti dei telai, attestano che il sito di Motya ospitò una popolazione prospera per un periodo molto più lungo di quanto ritenuto comunemente, malgrado la parziale distruzione da parte degli antichi Greci" ha dichiarato Maria Pamela Toti.

Una vita più lunga per Motya era stata suggerita da vari archeologi nel corso degli anni, ma finora nessuna prova era stata trovata. All´inizio del mese, gli archeologi hanno dichiarato di aver trovato le stanze di nuova casa precedentemente non esplorata, lungo le mura che circondano la città. Nel corso degli scavi, sono stati scoperti i nuovi oggetti, risalenti ad un periodo e successivo alla documentata distruzione della città, per opera di Dionisio, tiranno greco di Siracusa nel 397 a.C.

"Ora è emersa la prova definitiva" ha aggiunto la Toti. I ritrovamenti alimentano l´ipotesi dell´esistenza, a Motya, vicino Trapani, di un tempio antico definito "unico". Il tempio è emerso a seguito di lavori di drenaggio di parte della laguna che circonda Motya (l´attuale Mozia). La laguna ha in seguito ricominciato a riempirsi ed è stata trovata una sorgente di acqua dolce che gli archeologi credono possa dimostrare che fosse usata a scopi cerimoniali. I Fenici erano noti per collocare le loro città sul litorale vicino a sorgenti d'acqua dolce, che per loro indicavano la presenza della divinità.

Le rovine di un tempio monumentale comprendono le colonne di un tipo usato dei Fenici anche a Cipro - così come i frammenti di un obelisco. Il tempio è simile al Tempio degli obelischi di Byblos, Libano - una delle prime città fenicie. Gli archeologi ritengono che lo stagno che fiancheggia il tempio sia stato usato per i rituali dell'acqua e le offerte a Baal, il dio fenicio del mare e dell´oltretomba. Motya - il cui nome significa "centro di filatura della lana" fu fondata nell'ottavo secolo a.C., circa un secolo dopo la fondazione della colonia fenicia più famosa nel mondo antico, Cartagine in Tunisia. I Greci, nello stesso periodo, cominciarono a colonizzare la Sicilia e la fondazione di Motya creò motivi d'attrito ed il sorgere dei primi conflitti tra fenici e greci. Mezzo secolo dopo l'attacco alla città da parte di Dioniso, l´intervento di Roma nel conflitto Greco- Cartaginese, condusse alla conquista romana della Sicilia, che fu mutata in prima provincia di Roma.

I Fenici erano un popolo di navigatori e mercanti e formarono un impero commerciale di grandi proporzioni attraverso il Mediterraneo, dalle loro basi nel Libano del tempo presente: Tiro, Sidone e Tripoli. Fra le città italiane fondarono Palermo e Cagliari. Altre colonie: Cadice e Malaga a in Spagna e Tangeri nel Marocco.