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18 Giugno 2000 ARCHEOLOGIA
Reuters
Antiche città ritrovate nel mare a largo delle coste Egiziane
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ALESSANDRIA, Egitto - Gli archeologi, lo scorso sabato, hanno mostrato i reperti prelevati dalle rovine intatte di antiche città, scoperte sui fondali a largo delle coste Egiziane.

Il team franco-egiziano ha affermato che le città di Menouthif e Herakleion, sommerse più di mille anni fa, si trovano ad una profondità compresa tra i cinque e i dieci metri d´acqua (15-30 piedi), a circa 6 km (3.75 miglia) a largo della città di Alessandria, nel Mediterraneo.

"Siamo molto emozionati perché siamo abituati a trovare resti di tombe, chiese o moschee, ma questa volta abbiamo trovato delle città intere città di cui avevamo sentito parlare dagli antichi scrittori classici" ha detto Gaballah ali Gaballah, capo del Supremo Consiglio d´Antichità Egiziano.

"Molto probabilmente queste città scomparvero sotto le acque in conseguenza di un sisma" ha detto Franck Goddio, capo dell´Istituto di Archeologia Marina Europeo, avente sede a Parigi.

Un innalzamento del livello delle acque nel Mediterraneo ed una rapida immersione causata da un terremoto, o da cambi climatici, potrebbero spiegare la scomparsa delle città, ha aggiunto.

Le città erano leggendarie nell´antichità per le loro bellezze artistiche e per la ricchezza, oltre che per i molti templi dedicati agli dei Serapis, Iside e Osiride.

Una statua di Iside di granito nero, alta 1, 5 metri (5 piedi) e finemente scolpita, è stata mostrata ai giornalisti dopo essere stata prelevata dal fondale marino.

"Sembrerebbe avere 17 anni, in realtà ne deve avere circa 1200" ha detto Goddio.

Gaballah ha detto che i ricercatori erano sicuri dell´esistenza delle antiche città, ma non avrebbero potuto determinarne con esattezza la locazione.

"Grazie alle moderne tecnologie e agli sforzi del team franco-egiziano, abbiamo potuto ritrovare le città di cui avevamo letto nella letteratura Greco-Romana", ha detto.

Nel corso dei due anni di esplorazioni sottomarine sono state altresì individuate la testa di una sfinge faraonica, gioielli e monete d´oro databili dall´era bizantina a quella islamica.

Gli archeologi hanno detto che le monete mostrano che la regione non è stata sommersa prima dell´Ottavo secolo, nonostante le città fossero stata fondate molte centinaia di anni prima.

Gli archeologi dicono di avere anche identificato altre due città sommerse, nella stessa area, Canopus e Thonis, ma non hanno ancora recuperato da esse alcun reperto.


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