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11 Settembre 2003 ARCHEOLOGIA
Reuters
Avvocati per una causa biblica
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Un avvocato egiziano ha dichiarato nei giorni scorsi di avere deciso di far causa agli "Ebrei del mondo" per il "saccheggio" d´oro avvenuto nel corso dell´Esodo dall´Egitto dei Faraoni migliaia di anni or sono, basandosi sulle informazioni della Bibbia.

Nabil Hilmi, decano della facoltà di legge presso l´Università Egiziana di al-Zaqaziq, ha dichiarato che le basi legali per il caso sono allo studio da parte di un gruppo di avvocati in Egitto ed Europa.

"E´ una cosa seria, e non dovrebbe essere erroneamente interpretata come una questione politica contro la razza ebraica in sé. Stiamo solo cercando di scoprire se qualcosa ci sia dovuto, se esista un loro debito nei nostri confronti" ha dichiarato Hilmi all´agenzia Reuters nel corso di un´intervista telefonica.

Il passaggio rilevante del testo biblico, Esodo 12 versi 35-36 recita testualmente:

"I figli d'Israele fecero come aveva detto Mosè e chiesero agli Egiziani oggetti d'argento, oggetti d'oro e vestiti.

Il Signore fece trovare grazia al popolo agli occhi degli Egiziani, che accolsero le loro domande. E spogliarono gli Egiziani." Questa traduzione è tratta dall´originale Versione Standard del Testo Biblico.

Alcuni commentatori Ebrei dicono che il passaggio biblico potrebbe essere rispondente a verità, ma che si deve anche considerare che gli Ebrei furono tratti in schiavitù dal popolo Egizio, ed in questo senso avrebbero ben diritto di reclamare un compenso per il torto subito.

"L´affermazione di Hilmi secondo la quale la Bibbia ebraica racconti fatti realmente accaduti ha dato ad Israele e agli Ebrei tutti una ragione per gioire. Ha aperto le porte a tutti gli Ebrei del mondo di far causa all´Egitto per gli oltre 400 anni di schiavitù subiti" ha dichiarato Beth Goodman alla Reuters.

Tareq Zaghoul, avvocato presso l´Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani al Cairo, ha dichiarato che sarebbe molto difficile provare come storico il passaggio che si vorrebbe dedurre in giudizio.

"Vi sarebbe necessità di documenti storici o prove concrete. Ed è piuttosto difficile sperare di poterle ancora recuperare" ha dichiarato.

Hilmi, dal canto suo, sostiene che esperti religiosi europei ed egiziani starebbero tentando di stabilire se il passaggio biblico possa essere considerato come dato di fatto, e divenire dunque la base per una causa legale e ha aggiunto che sarà posta al vaglio degli esperti anche la possibilità che gli Ebrei presentino causa agli popolo egizio per averli sottoposti a schiavitù.

Hilmi non ha fornito dettagli riguardo presso quale corte ha in mente di presentare il caso o se ritenga possano esistere impedimenti legali come ad esempio il maturare della prescrizione, elemento in molti paesi ostativo all´esperimento della causa.

Ha anche rifiutato di azzardare una stima circa l´ammontare dei beni "saccheggiati".