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17 Settembre 2000 ARCHEOLOGIA
The State
La Polizia recupera un prezioso reperto iracheno in un campo coltivato
tempo di lettura previsto 4 min. circa

BAGHDAD, Iraq La polizia irachena ha scoperto uno dei più ricercati manufatti che ancora mancavano, a seguito del saccheggio del Museo Nazionale Iracheno: la scultura di marmo del volto di una donna che si data al 3500 a.C., hanno annunciato gli ufficiali.

"Abbiamo trovato il volto della donna!" ha gridato il capitano della Polizia irachena Hazim Salih nel recuperare la maschera di Warka, anche conosciuta come la Signora di Warka, dal campo di un colono dove si trovava seppellita a 6 piedi di profondità.

Il volto, metà della dimensione naturale, era avvolto in due pezzi di tessuto sporchi ed infilato in una busta di plastica, ha dichiarato Salih, che ha guidato una lunga indagine investigativa che ha culminato nella scoperta della maschera della principessa.

"L´abbiamo abbracciata e tenuta stretta"- ha dichiarato. "Non aveva un graffio".

La scoperta è stata annunciata come certa, dal nuovo ministro della cultura iracheno Mufic al-Jazaeri, nel corso di una conferenza stampa convocata per esporre la politica futura del ministero.

Gli ufficiali del museo hanno confermato l´autenticità dell´opera e sono scoppiati in lacrime quando la polizia e i soldati statunitensi hanno portato loro la maschera. Si tratta di un oggetto facilmente identificabile perché il naso le fu rotto nell´antichità.

La maschera verrà esposta nel corso di una cerimonia pubblica nei prossimi giorni.

Migliaia di artefatti mancano ancora dai depositi iracheni che custodivano reperti preziosissimi, risalenti all´inizio della civiltà. Molti ritengono si trovino ancora in Iraq, e le squadre speciali intorno al mondo stanno tentano di recuperare tutti i tesori già arrivati oltremare.

Dei circa 3, 500 artefatti recuperati finora, solo il Vaso di Warka di 5, 000 anni or sono riportato al museo quest´estate, senza troppe cerimonie, nel portabagagli di una macchina è considerato dagli archeologi più prezioso della Maschera di Warka.

"Ho un cartellone con i 30 oggetti più ricercati, e questo si trovava in cima alla lista" ha dichiarato il Colonnello dei Marines Matthew Bogdanos, che guida le indagini militari statunitensi sui reperti storici e archeologici mancanti. "Non avevamo davvero idea di dove si potesse trovare".

La notizia del recupero della maschera si è rapidamente diffusa presso la comunità dei ricercatori attorno al mondo, generalmente critica nei confronti dei militari USA per il fallimento nel prevenire il saccheggio del museo Iracheno, seguito all´abbattimento del regime di Saddam Hussein, nello scorso aprile.

Per gli archeologi questo volto rappresenta la "Mona Lisa della Mesopotamia". Le sue sopracciglia, finemente cesellate, il suo sguardo profondo e la fronte aggrottata sono stati gli standard del realismo insuperati per secoli.

Il volto affascinante, creato per sembrare una maschera, arriva dall´antica città appartenuta al popolo sumero, in quello che è ora l´Iraq centro-meridionale.

"Ha un volto seducente, espressivo" ha dichiarato Elizabeth Stone, specialista in arte irachena e professoressa di archeologia alla State University di New York. "La si vede in quasi tutti i libri relativi alla Mesopotamia".

Gli archeologi contavano nel recupero della maschera, sperando che avesse troppo valore e che fosse troppo riconoscibile per uscire dall´Iraq o essere immessa nel mercato di contrabbando.

"E´ così famosa che sarebbe stato troppo difficile venderla, ne sono sicuro" ha dichiarato McGuire Gibson, professore di archeologia Mesopotamica all´Università di Chicago, che ha affiancato i ricercatori americani in maggio.

"I mercanti in Europa lo avrebbero probabilmente definito un reperto ´troppo scottante´ per essere maneggiato" ha dichiarato.

Circa 10 giorni fa, la polizia irachena di una piccola stazione nel nord di Baghdad ha scoperto che un commerciante di fiori finti stava trattando reperti di contrabbando.

Nel corso del raid del pomeriggio, la polizia ha recuperato due antiche spade, in seguito rivelatesi provenire da musei iracheni. Hanno arrestato il negoziante, che li ha informati circa un altro trafficante.

Nel corso di un interrogatorio dei sospetti, uno degli accusati ha riferito alla polizia che un colono al di fuori di Baghdad si trovava in possesso di un´antica maschera. Dopo aver consultato le forze militari statunitensi, gli iracheni hanno svolto raid in due case coloniche prima di notte, ma non hanno trovato niente.

Dopo avere interrogato il proprietario della casa colonica per alcune ore, però, egli ha ammesso di aver seppellito la scultura di una donna nel suo terreno. Il colono ha dichiarato che qualcuno che gli doveva dei soldi gli aveva dato la maschera qualche giorno prima.

Quando l´uomo lo ha guidato al sito nel campo, la polizia ha sondato il soffice terreno con un´asta. Quando hanno sentito qualcosa di duro, hanno rimosso con cautela il sacchetto di plastica dal fosso, e vi hanno guardato dentro.

"Ed eccola..." ha dichiarato il Capitano Salih "... che ci guardava."


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