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13 Giugno 2001 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Novità su Monte Verde
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Monte Verde, presso la cima più a sud del Cile, è probabilmente il più importante sito archeologico del Nuovo Mondo uno scavo che ha frantumato la teoria che per 70 anni aveva spiegato il popolamento delle Americhe.

La teoria convenzionale sosteneva che i primi ad entrare nelle Americhe fossero cacciatori della cultura Clovis, che percorsero l´allora asciutto Stretto di Bering per penetrare in Alaska circa 13, 500 anni fa. Presero il nome dal sito del Nuovo Messico dove si trovarono le prime prove dei loro traffici commerciali. Prima di loro, il Nuovo Mondo, non sarebbe mai stato toccato dall´umanità.

Ma l´antico insediamento che l´archeologo Tom Dillehay ha trovato sul banco di Chinchihuapi Creek, più di 10.000 miglia a sud dello stretto di Bering, ha a suo sostegno una datazione al radiocarbonio di circa 1000 anni precedente del più antico sito di Clovis. Sono stati trovati strutture dotate di coperture di legno, utensili di pietra, implementi di legno, ossa lavorate di mastodonti, corde ed altri artefatti.

La questione di chi fossero i primi immigrati nel Nuovo Mondo e di quando arrivarono fu affrontata per la prima volta nel 1927. Ma la maggior parte degli scienziati non amano discostarsi dalle teorie tradizionali, specialmente quando sono state sostenute per un lungo tempo, come per la formidabile "Barriera di Clovis". Coloro che osarono sfidare un tale paradigma si dovettero scontrare contro meticolosi esami e precise e ostinate resistenze. Questo è esattamente ciò che Dillehay, ora all´Università del Kentucky, ha dovuto affrontare quando ha riportato i risultati degli scavi di Monte Verde nel 1977.

Ma, nello stesso anno, un gruppo di 12 eminenti esperti in archeologia della prima storia americana, studiò le prove di Dillehay e visitò il sito. Si concluse che Monte Verde era sicuramente stato abitato e che predatava la cultura di Clovis. Il lungo dibattito finì ed il paradigma di Clovis fu abbattuto.

Ma ora il sito di Monte Verde è stato nuovamente sfidato con argomenti di considerevole vigore. Stuart J.Fiedel, un archeologo che ha pubblicato vari scritti sulla preistoria del sud dell´America, ha analizzato i due volumi epici con i quali Dillehay aveva documentato ogni aspetto del sito. La conclusione di Fiedel è stata la seguente: il problema nella documentazione di Dillehay riguarda la questione della provenienza (la locazione, sia in spazio che in tempo, dalla quale cioè questi primi abitatori provenivano). Fiedel considera l´insufficienza di dati a riguardo limitante, se non fatale, alle teorie su Monte Verde.

Scientific American Discovering Archaeology sta pubblicando, in una sezione speciale, il testo completo del rapporto di Fiedel. Dillehay (e molti dei suoi colleghi) e Michael Collins, un importante co-autore con Dillehay di alcuni rapporti su Monte Verde, hanno accettato di scrivere una risposta alle evidenze di Fiedel. Sono stati anche invitati sette esperti in materia a commentare il rinnovarsi del dibattito.

E´ un modo piuttosto inusuale per la presentazione di una discussione sul tema, perché sappiamo che viene in questo modo aggirata la tradizionale procedura della pubblicazione scientifica, richiesta per questo genere di studi; accettiamo di essere criticati per agire in questo modo ma vi invitiamo a leggere gli sviluppi del dibattito.