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16 Marzo 2001 ARCHEOLOGIA
Robert Faulkner La redazione di La Porta del Tempo
Qual è il falso?
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Il vaso di porcellana blu e bianco No. 909.21.12 si trova sulla libreria del Museo Reale dell´Ontario (ROM), dipartimento di Arte Asiatica. I suoi fianchi abilmente dipinti salgono gentilmente fino alla sua bocca, nuvole che fluttuano sulla ceramica. E´ una bellezza del diciassettesimo secolo del periodo Kangxi che potrebbe avere ispirato falsi come il vaso No. 923.17.52. Anch´esso si trova sul tavolo di legno. Ad un occhio non allenato, sembrerebbero pressoché identici. Ma per un esperto, esistono indizi evidenti per capire qual è la copia e quale l´originale.

"I fattori variano ogni volta" spiega Patty Proctor, assistente curatore ed esperto di ceramiche Asiatiche al ROM.

"Sia per gli archeologi, che cercano le origini fisiche delle antichità, che per gli storici, che studiano lo stile del lavoro e l´appartenenza, la provenienza è una questione prioritaria" dice Rahimi, l´uomo effettivamente responsabile per i 5 milioni di artefatti del ROM.

Entrambe i vasi sono stati fatti, come spiega Proctor, in Jiangdezhan, Cina, una città nella parte sud-occidentale della regione Jiangxi, che ha fornito la porcellana del paese per più di 1000 anni. L´autentico Kangxi arrivò al ROM dal venditore londinese S.M. Franck nel 1909, per una somma non indifferente, dice Proctor. Il ROM non rivela il valore effettivo, ma una stima approssimativa della Casa d´aste di Sotheby´s pone il suo valore corrente tra i 7500 ed i 15000 dollari.

"L´occhio di un curatore può talvolta appurare in modo rapidissimo che qualcosa non va per il verso giusto" dice Rahimi. "Usano un materiale che non esisteva a quel tempo o colori che non erano usati da quella cultura o altri piccoli dettagli, di norma molto sottili".

Se girate per il ROM al dipartimento di antichità asiatiche, potrete vedere alcuni degli strumenti usati per le ispezioni, e l´abilità usata per etichettare il Kangxi come un autentico o come un falso. Libri di riferimenti come il Compendio della Ceramica del Mondo, e molti altri in Lingua Asiatica, sono allineati lungo gli scaffali, e una montagna di magnifiche ceramiche si trova sul tavolo.

"Probabilmente adesso potrei individuare i falsi di questa stanza al primo sguardo, ma non era così quando cominciai", dice Proctor. "Quando arriva un pezzo, e non ho altri pezzi simili a cui compararlo, è molto più difficile pronunciarsi, ed è allora che è necessario essere più cauti". Ecco perché la Proctor affianca i due vasi per un paragone di tipologia. Le ceramiche possono essere raggruppate per stile, a creare delle sequenze, che similmente a quanto professato dalla teoria darwiniana per gli animali, evolvono attraverso il tempo. Per Proctor, il vero Kangxi diventa un banco di prova: i giusti forma, materiale, stile pittorico e tratti saranno punti di riferimenti per ogni ricerca futura.

Anche se l´occhio di un esperto non è uno strumento scientifico, è la più importante difesa di cui un museo può avvalersi contro i falsi, perché i test sarebbero molto costosi e potenzialmente dannosi per gli artefatti. Così si innescano caldi dibattiti circa lo stile e la classificazione.

"Se viene scoperto un falso, non lo distruggiamo" spiega Proctor. Cambiamo semplicemente le informazioni sul cartellino. Facciamo una croce ove si legge Dinastia Song (dal 960 al 1279 d.C.) e scriviamo XX secolo.

Se necessario, un campione preso dall´interno del falso Kangxi potrebbe essere inviato in laboratorio per l´esame della termoluminescenza (TL) . A differenza della materia organica che può essere sottoposta al carbonio 14, una datazione assoluta della ceramica deriva dal test TL.

Tale test non può essere contraddetto, perché analizza le emissioni radioattive del materiale. I laboratori sostengono l´accuratezza delle datazioni per un errore massimo compreso tra il 5 e il 12 % dell´età del campione, sicuramente abbastanza per distinguere il vecchio dal nuovo. Comunque anche se questi test sembrano accuratissimi, uno specialista di cultura africana, Michel Brent, si chiede in un recente articolo del giornale di Archeologia: "Sono abbastanza i campioni prelevati per individuare nuove aggiunte a vecchi manufatti? Ci dovremmo preoccupare che i venditori di arte lodino il test TL come l´ultima parola sull´autenticità?

Ecco perché la scienza continua ad affidarsi all´occhio esperto di persone come la Proctor.


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