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28 Febbraio 2016 PALEONTOLOGIA
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Il DNA di un ominide di 400 mila anni fa confonde gli scienziati
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Nuove analisi compiute su alcune ossa fossili risalenti a 400 mila anni fa stabiliscono il nuovo record di antichità per DNA umano mai codificato, e costringono a rimettere in discussione le teorie che riguardano i nostri lontani antenati.

Un femore fossile rinvenuto nella caverna di Sima de los Huesos, nel nord della Spagna, e appartenuto a un nostro antenato vissuto 400 mila anni fa, ha permesso di recuperare il più antico DNA quasi completo di un ominide, rivelando un legame inaspettato tra gli ominidi europei e i Denisova, una popolazione misteriosa vissuta molto più recentemente nel sud-ovest della Siberia.

L'analisi genetica ha lasciato perplessi i ricercatori dato che la maggior parte di essi credevano che gli abitanti del sito erano evolutivamente più vicini ai Neanderthal che agli uomini di Denisova.

"Il fatto che presentino una sequenza del genoma mitocondriale simile a quello dei Denisoviani lascia a dir poco perplessi", dice il responsabile dello studio Matthias Meyer dell'Istituto di Antropologia evolutiva Max Planck di Lipsia. "I nostri risultati indicano che la storia evolutiva di Neanderthal e Denisoviani potrebbe essere molto complessa, e forse implicare il mescolamento fra gruppi umani arcaici diversi".

Il femore fossile è stato scavato nel 1990 in una grotta profonda nel sito studiato approfonditamente di Sima de los Huesos (Fossa delle Ossa).

L'osso ed i resti di più di due dozzine di altri individui trovati nel sito erano stati attribuiti sia a forma precoci di Neanderthal, i quali sono vissuti in Europa fino a circa 30 mila anni fa, sia di Homo Heidelbergensis, una popolazione di ominidi poco conosciuta, la quale si ritiene abbia dato origine ai Neanderthal in Europa e forse agli esseri umani in Africa.

Ma secondo gli autori della ricerca pubblicata su Nature il 4 dicembre, quelle ossa finora ritenute neanderthaliane sono in realtà geneticamente vicine ai Denisoviani, come dimostra il DNA mitocondriale (trasmesso per via materna) estratto dal femore.

Le analisi genetiche su questo materiale genetico così antico sollevano un nuovo interrogativo sull'intricato passato dell'umanità, e cioè: come è possibile che un'antica specie umana in Spagna possegga del DNA siberiano?

Le analisi suggeriscono che Neanderthal e Denisova avevano un antenato comune vissuto fino a 700 mila anni fa. Secondo i ricercatori, gli ominidi di Sima de los Hueos potrebbero rappresentare una popolazione fondatrice che un tempo viveva in tutta l'Eurasia e che ha poi dato luogo a due gruppi distinti.

Entrambi potrebbero essere portatrici della stessa sequenza mitocondriale osservata nelle ossa della grotta.

Un'altra possibilità, suggerita dall'antropologo Chris Stringer del Natural History Museum di Londra, è che il DNA mitocondriale del gruppo umano spagnolo sia arrivato ai Denisoviani grazie ai rapporti sessuali intrattenuti da un terzo gruppo umano che avrebbe trasmesso il materiale genetico sia agli abitanti di Sima de los Huesos che ai Denisoviani.

Non lontano dalla grotta, infatti, i ricercatori hanno scoperto le ossa di ominidi vissuti circa 800 mila anni fa e che sono stati attribuiti a un ominide arcaico chiamato Homo Antecessor, forse un discendente dell'Homo Erectus.

Ma gli ominidi di Sima potrebbero anche appartenere a un gruppo del tutto indipendente, che si mischiò con i Denisoviani trasmettendo il loro DNA mitocondriale; questo però non spiegherebbe i tratti neanderthaliani di quei resti fossili.

In ogni caso, l'identità di questo antico gruppo umano resta un mistero che potrà essere risolto solo grazie a ulteriori ricerche. "Le attuali informazioni genetiche sono troppo limitate perché si riesca a trarre delle conclusioni sulla loro storia demografica", dice Meyer.


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