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25 Settembre 2014 STORIA
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ALLARME EBOLA: POTREBBE COLPIRE UN MILIONE DI PERSONE
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I casi reali di Ebola son piu' numerosi di quelli documentati.

E' stato recentemente presentato alla stampa dal direttore dei CDC Tom Friedenun un modello che è stato reso pubblico per mostrare i terribili rischi cui si va incontro se la comunità internazionale non agirà in fretta. "Ogni giorno è importante e può cambiare la nostra capacità di controllare la situazione". Ci sono ancora speranze, insiste Frieden: "Un'immediata moltiplicazione degli sforzi può spezzare la schiena all'epidemia. Sono sicuro che le previsioni peggiori non sono destinate ad avverarsi".

Il modello, continuato il direttore dei CDC, è basato su dati che risalgono a tre settimane fa, prima che i primi soldati e sanitari americani arrivassero in Africa per addestrare i lavoratori locali e dare supporto logistico al sistema sanitario dei paesi colpiti. I CDC hanno inviato 120 esperti in Liberia, Guinea e Sierra Leone (i tre paesi dove l'epidemia ha fatto più vittime); altri aiuti Da allora la situazione sta cominciando a cambiare. Nella regione stanno confluendo operatori sanitari anche da altri paesi africani; altri aiuti provengono dalle Nazioni Unite e da diversi paesi, tra cui Cuba, Sudafrica, Regno Unito, Francia e Germania, nonché diverse nazioni africane. "Ma potrebbe non bastare", sostiene Gayle Smith, assistente speciale del presidente Obama e senior director del National Security Council. "Gli ingredienti essenziali sono la velocità e l'ampiezza dell'intervento".

Situazioni diverse

In ciascuno dei tre paesi più colpiti, la diffusione dell'epidemia ha seguito una traiettoria diversa, spiega ancora Frieden: quindi anche le prospettive per il futuro appaiono differenti.

In Liberia, alla fine di agosto, i centri per la cura di Ebola non riuscivano ad accogliere tutte le persone che chiedevano di essere ricoverate. Attualmente il governo sta allestendo ricoveri temporanei in scuole non usate e altri edifici pubblici, in modo che le famiglie possano portarvi i loro parenti colpiti. A ciascun paziente verranno forniti cibo, acqua, antidolorifici e l'attrezzatura protettiva per il familiare o l'amico che dovrà assisterli. Queste precauzioni di base, sostiene il direttore dei CDC, possono raddoppiare le possibilità di sopravvivere all'infezione.

Anche in Sierra Leone i centri Ebola erano pieni alla fine di agosto, ma non del tutto sopraffatti come quelli liberiani. Ecco perché il modello di previsione riporta due situazioni diverse: in Liberia il numero dei casi conosciuti di Ebola è raddoppiato ogni 15-20 giorni, mentre in Sierra Leone ogni 30-40. Quanto alla Guinea, le proiezioni non sono state elaborate perché i dati sono troppo incerti. Ebola è comparso nel paese nel dicembre scorso: il primo paziente a contrarla è stato probabilmente un bambino di due anni che aveva mangiato carne di animali selvatici. Da allora il paese è riuscito a sconfiggere il contagio per ben tre volte, ma ogni volta il virus si è reintrodotto nel paese, probabilmente portato da persone che hanno attraversato le foreste al confine con Sierra Leone e Liberia.

Il modello dei CDC prevede che l'epidemia comincerà a scemare quando almeno il 70 per cento dei pazienti sarà in isolamento e riceverà le cure appropriate. Finché quella soglia non sarà raggiunta, si prevede che il numero dei casi triplicherà circa ogni mese. "Ogni giorno che passa senza che i pazienti vengano messi in un vero isolamento", spiega Frieden, "causa non solo morti e contagio, ma rende anche più difficile arrestare l'epidemia". (24 settembre 2014) © RIPRODUZIONE RISERVATAsalute, medicina, africa

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