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16 Giugno 2014 SCIENZA
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EFFETTI DELLA TEMPESTA SOLARE
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Negli ultimi giorni il Sole si è scatenato: sulla sua superficie si sono verificati tre "brillamenti" di classe X, le più potenti forme di tempesta solare. Si tratta di violente emissioni di materiale solare e radiazioni elettromagnetiche che coinvolgono aree della superficie solare molto più grandi del nostro pianeta.

Le due esplosioni consecutive di martedì 10 giugno si sono originate nella regione sudorientale del Sole. Ciascuna ha scagliato verso la Terra un miliardo di tonnellate di particelle cariche. L'arrivo di queste particelle nell'atmosfera terrestre può causare disturbi alle trasmissioni radio e ai segnali GPS: e in effetti martedì le comunicazioni ad alta frequenza hanno subito una serie di brevi black-out. La conseguenza più tipica per questo tipo di inconvenienti è il rallentamento dei voli che si svolgono lungo le rotte polari.

Secondo la NASA, le due eruzioni erano di classe X2. Il livello X è il più alto nella scala di misurazione delle tempeste solari, e le tempeste di classe X2 sono due volte più intense di quelle di classe X1.

Ma il Sole non si è calmato, e mercoledì 11 una nuova eruzione si è verificata nella stessa regione: come le altre, anche questa è stata registrata in tempo reale dalle telecamere del Solar Dynamics Observatory, la sonda della NASA che tiene sotto controllo la nostra stella 24 ore su 24.

Quando il materiale eruttato dal Sole viaggia molto lontano dalla superficie della stella si parla di espulsioni di massa coronale, o CME. Secondo le previsioni della NOAA, l'agenzia per l'atmosfera e gli oceani del governo degli Stati Uniti, le CME generate dalle tre eruzioni dovrebbero raggiungere il campo magnetico terrestre entro la giornata di oggi, forse causando una piccola tempesta geomagnetica. Buone notizie per chi ama osservare i cieli notturni, che alle latitudini più alte potrebbero illuminarsi di spettacolari aurore solari.

Intanto la furia del Sole non sembra volersi interrompere: siamo in fatti al picco del ciclo undecennale di attività della nostra stella. Due macchie solari di nuova formazione si stanno posizionando in direzione del nostro pianeta: secondo gli studiosi i loro campi magnetici sono instabili, il che vuol dire che potrebbero generare eruzioni in qualsiasi momento. Insomma, il meteo spaziale prevede turbolenze ancora per qualche tempo.

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