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11 Maggio 2014 ARCHEOLOGIA
di Daniela Giammusso http://ansamed.ansa.it
dopo 40 anni torna a casa Kylix di Eufronio
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tempo di lettura previsto 3 min. circa

Dopo 40 anni e molti misteri, torna ''a casa'', a Cerveteri, la Kylix di Eufronio, capolavoro dell'arte greca del 500-490 a.C., al centro di una contesa con il Getty Museum che la restituì all'Italia nel 1999. Per la prima volta dopo il suo ritrovamento, la Coppa, firmata da Euphronios come vasaio e dal suo allievo Onesimos come ceramografo, sarà esposta nella cittadina alle porte di Roma, cuore dell'Etruria meridionale, da dove fu trafugata e rivenduta negli anni '80, oggi protagonista della mostra ''La Coppa di Eufronio: patrimonio dell'umanità'', dall'8 maggio al 20 luglio al Museo Nazionale Caerite.

Un ritorno, seppur solo in prestito, con cui Cerveteri festeggia anche il decennale dell'ingresso della sua Necropoli della Banditaccia nella World Heritage List dell'Unesco e che anticipa di qualche mese un altro atteso ritorno: il Cratere di Eufronio, per anni vera (e illecita) superstar al Metropolitan di New York.

''E' un momento eccezionale per Cerveteri, patria originaria di questi due capolavori'', racconta il sindaco Alessio Pascucci, che giovedì insieme alla soprintendente Alfonsina Russo, presenterà la Kylix e le iniziative dedicate al suo arrivo.

Tra i più famosi reperti etruschi al mondo, Coppa e Cratere sono patrimonio del Museo di Villa Giulia a Roma (fino al 15 luglio, il Cratere è al Quirinale per la mostra ''Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell'Italia''), dove è previsto che torneranno, anche se a Cerveteri qualcuno spera che il ''soggiorno'' si possa prolungare.

Seppur con alcuni frammenti mancanti, la Kylix (forgiata come coppa per il vino) è una straordinaria ''Bibbia dell'Iliade''.

Eufronio, il ''Vasaio'' per eccellenza dell'arte greca tardo arcaica, attivo ad Atene nel periodo delle guerre persiane e pioniere del tipico stile a figure rosse, vi ha impresso per sempre le scene più salienti della guerra di Troia, dalla struggente uccisione di Priamo e del piccolo Astianatte per mano di Neottolemo, il figlio di Achille, davanti a una Polissena affranta dal dolore; a Patroclo che conduce la schiava Briseide da Agamennone. E poi la liberazione di Aithra; la violenza di Aiace Oileo su Cassandra; Aiace ed Ettore in duello. Sul piede, la più antica dedica etrusca a Hercle, l'Eracle locale.

Scavata nella Necropoli di Sant'Antonio, venduta a frammenti (probabilmente per ricavarne di più) tra il 1983 e il 1985, acquistata e ricomposta dal Getty Museum che a Malibu ne fece uno dei suoi pezzi principali, la Kylix è stata restituita all'Italia 15 anni fa, ''tradita'' proprio dalla dedica con i caratteri dell'alfabeto tipico di Caere, l'antica Cerveteri, e da alcuni frammenti combacianti ritrovati nel sito archeologico che ne testimoniavano la provenienza. Negli anni è stata al centro anche di un altro giallo, con un altro frammento rinvenuto ''casualmente'' da due volontari archeologi speranzosi di una ricompensa, finiti invece nel mirino dei Carabinieri per averlo trafugato nel corso di una regolare attività di scavo. La speranza ora è che siano sopravvissuti anche altri pezzi mancanti, magari venduti al mercato del traffico illegale di opere d'arte, e che possano essere ritrovati negli anni.

Per fine settembre si attende invece il Cratere, firmato da Euxitheos come vasaio e da Euphronios come ceramografo. Tra i più conservati dei 27 vasi dipinti dall'artista, è una delle sue ultime opere, prima che l'indebolimento della vista lo costringesse alla sola attività di vasaio. Dedicato ancora alla Guerra di Troia, venne trafugato da Cerveteri negli anni '70, venduto per un milione di dollari dai mercanti d'arte Robert Hecht Jr. e Giacomo Medici al Metropolitan di New York e, solo dopo una lunga trattativa, restituito all'Italia nel 2006.(ANSAmed).


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