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10 Aprile 2014 STORIA
di Eleonora Degano http://www.nationalgeographic.it
MASSACRO DI DELFINI IN GIAPPONE
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Anche quest'anno nella baia giapponese sono stati catturati circa mille cetacei: molti sono stati uccisi e solo alcuni destinati ai delfinari. Dopo il documentario The Cove, di Taiji si continua a parlare grazie alle foto e al lavoro dei volontari di Sea Shepherd.Torna a far parlare di sé la baia di Taiji, nella prefettura giapponese di Wakayama, meglio conosciuta come The Cove. Proprio in questi giorni Louis Psihoyos, autore del documentario premio Oscar 2010, ha deciso di rendere pubbliche riprese e fotografie inedite sulla caccia ai delfini che continua a svolgersi ogni anno nella baia. Una scelta che ha seguito l'accusa della rivista Newsweek, che tacciava il regista di aver perseguitato ingiustamente pescatori di Taiji, tanto da contraffare le immagini in modo da modificare il colore dell'acqua sporca di sangue nella baia.

La caccia di Taiji si ripete ormai dagli anni Settanta. Ha inizio il primo di settembre e termina a inizio marzo, e a lungo i pescatori locali l'hanno difesa in quanto "tradizione", complice il fatto che la risonanza mediatica era relativamente limitata.

Se ne sappiamo di più è anche grazie all'attività dei volontari di Sea Shepherd, i cosiddetti Guardiani della baia, che monitorano l'area e diffondono immagini e numeri della caccia: si tratta di circa mille animali catturati ogni anno. Ne abbiamo parlato con Eugenio Fogli, veterinario e volontario di Sea Shepherd.

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