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12 Febbraio 2014 ARCHEOLOGIA
(di Demetrio Manolitsakis) Ansa
3000 ANNI FA A CRETA SI EFFETTUAVANO SACRIFICI UMANI AGLI DEI
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Una nuova scoperta fatta durante scavi archeologici sull'isola greca di Creta confermerebbe l'ipotesi, già avanzata da tempo, che oltre 3.000 anni fa sul posto si sacrificassero alle divinità locali non solo animali ma anche esseri umani.

Il sito in cui sono stati trovati reperti che puntano in questo senso si trova sulla collina di Castelli, nel tratto di costa limitrofa alla località di Splanzia, nell'area della città di Chanià (il nome greco di Canea), la seconda città di Creta che sorge nella parte nord-occidentale dell'isola, costruita nel 1252 per volere del 44.mo Doge di Venezia Marino Morosini sulle fondamenta dell'antica città di Cidonia. Gli scavi hanno riportato alla luce numerose tombe e vasi di ceramica di varie epoche risalenti al periodo miceneo, edifici simili ai palazzi minoici, parti di affreschi murali del tardo periodo minoico, frammenti di un vaso con incisa un'epigrafe con scrittura 'lineare 2', statuette di epoca romana, pezzi di mosaici di epoca ellenistica e cristiana e ossa di animali, insieme a ossa umane tra cui un cranio sfondato di una giovane donna che risalirebbe a circa il 1280 a.C.: cosa quest'ultima che testimonierebbe che tremila anni fa qui si praticavano riti religiosi che comprendevano sacrifici non solo di animali ma anche di esseri umani. Le ossa sono state rinvenute nell'angolo di un cortile esterno che, secondo i primi indizi, si trovava accanto al palazzo reale della città di Cidonia che era strutturato come gli edifici del periodo miceneo tra il 1375 e il 1200 a.C.

"Sotto le pietre sistemate ordinatamente abbiamo scoperto quello che ci aspettavamo di trovare: il cranio di una giovane donna, ma non intero, tra i crani di animali. Era sfondato come del resto tutti gli altri, spaccato esattamente nei punti di sutura con un colpo forte inferto sulla fronte", ha spiegato l'archeologa Maria Andreadakis-Vlazakis, direttrice delle Antichità e del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura ellenico, che dirige gli scavi.

Si tratta, ha detto la studiosa nel corso di una conferenza sul tema "Chanià nell'età minoica" tenutasi nella sede dell'Associazione archeologi di Grecia, di reperti che dimostrano che durante il periodo neolitico nella zona era già sviluppato un importante insediamento che gradualmente sarebbe divenuto la città di Cidonia. "Crediamo - ha detto ancora Andreadakis riferendosi al ritrovamento del cranio umano - che la donna sia stata uccisa nel corso di un sacrificio umano e non di animali. Non abbiamo ancora tratto le conclusioni finali perché - ha aggiunto - occorre uno studio delle ossa molto più approfondito. Entro il mese di ottobre però saremo pronti a presentare i risultati degli studi al Congresso internazionale di archeologia di Milano proprio sul tema dei sacrifici umani nell'antichità. I reperti degli scavi di Chanià saranno il tema principale del congresso".

Gli scavi sistematici sul sito, in cui è impegnata la 25.ma Sovrintendenza delle Antichità classiche in collaborazione con l'Istituto Archeologico svedese e quello danese, proseguono dal 2005 e i reperti più importanti sono venuti alla luce nel 2012.

"La presenza del cranio umano non ci deve meravigliare - ha spiegato Andreadakis - in quanto la mitologia greca è piena di narrazioni di sacrifici di vergini, nel tentativo della loro società di ingraziarsi gli dei o di affrontare grandi disastri".


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