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1 Dicembre 2013 MISTERO
ilfattostorico.com
RINVENUTA UN'ANTICA MALEDIZIONE A GERUSALEMME
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Una tavoletta di piombo recante una maledizione è stata scoperta in una villa romana di Gerusalemme del tardo III secolo, occupata fino a quando venne distrutta dal terremoto del 363 d.C. il 18 o il 19 maggio.

Il testo è scritto in greco e parla di una donna, Kyrilla, che invoca il nome di sei dèi per lanciare una maledizione contro un uomo chiamato Iennys, apparentemente per un caso giudiziario."Colpisco e taglio e inchiodo la lingua, gli occhi, la collera, l'ira, la rabbia, la procrastinazione, l'opposizione di Iennys", recita la maledizione. Kyrilla chiede agli dèi di assicurarsi che "lui non possa opporsi, così che non possa dire o fare niente contro Kyrilla... ma piuttosto che Iennys ... sia soggetto a lei..."

Per raggiungere il suo obiettivo, Kyrilla aveva combinato elementi di quattro religioni, dice Robert Walter Daniel, archeologo presso l'Università di Colonia. Dei sei dèi invocati, quattro erano greci (Ermes, Persefone, Plutone, Ecate), uno di Babilonia (Ereshkigal) e uno, Abraxas, è gnostico. Inoltre, il testo contiene parole magiche come "Iaoth" che sono di origine ebrea/giudaica.

Sarebbe stato un mago professionista a creare la maledizione per Kyrilla, e avrebbe potuto davvero usare martello e chiodi per eseguire il rito magico, dice Daniel. "Il martellamento e l'inchiodamento sono forme per prendere il controllo su una o più persone obiettivo dei testi magici".

Kyrilla e il destinatario, probabilmente entrambi membri della classe romana media o alta, erano probabilmente in qualche disputa giudiziaria, dato che la tavoletta è simile a quelle trovate a Cipro note appunto per essere state usate in casi giudiziari. Inoltre, la parola "opposizione" nei testi indica una materia legale.

I ritrovamenti nella villa testimoniano inoltre la ricchezza dei suoi occupanti. Gli archeologi Doron Ben Ami e Yana Tchekhanovets vi hanno rinvenuto una testa in miniatura di pugile usata come bilancia e diversi gioielli, tra cui uno inciso con l'immagine di Cupido con in mano una torcia.

Nella stanza della tavoletta, situata al secondo piano, vi erano mosaici e affreschi a motivi geometrici e floreali, e frammenti di un contenitore in osso che raffigura il "Trionfo di Dioniso", insieme a immagini marittime.

La squadra ha anche scavato delle tegole che contengono il timbro della X legione, un'unità che all'epoca si trovava a Gerusalemme. "Questa pratica è comune in tutte le province dell'impero romano. In tempi di pace, i soldati erano responsabili dell' 'ingegneria civile': costruivano strade e acquedotti, producevano tegole e mattoni, ecc. La decima legione ne aveva prodotte così tante che furono sufficienti per molti altri anni di costruzioni nella città, molto dopo la partenza della legione da Gerusalemme", spiegano Ben Ami e Tchekhanovets.

Tra i reperti recuperati ci sono poi statuette femminili, forse di dea, probabilmente usati per "riti privati" dagli occupanti della casa.


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