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24 Luglio 2013 MISTERO
di Christine Dell'Amore http://www.nationalgeographic.it
SCOPERTI VIRUS ENORMI, SEMBRANO "ALIENI"
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tempo di lettura previsto 4 min. circa

L'esistenza di questi virus giganti e di altri pandoravirus pone questioni nuove sulla vita come l'abbiamo conosciuta finora: sembra una specie aliena.

Potrebbe esistere un quarto dominio della vita oltre a quelli già noti: batteri, archaea ed eucarioti (quest'ultimo include gli esseri viventi complessi, uomo compreso). È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato su Science, che riporta la scoperta di un nuovo genere, Pandoravirus, a cui appartengono i due virus più grandi del mondo.

La scoperta dei due virus pone problemi scientifici completamente nuovi. Rispetto agli altri virus conosciuti, appaiono giganteschi: misurano infatti circa un micron (un millesimo di millimetro), mentre le dimensioni degli altri virus sono comprese tra i 50 e i 100 nanometri. Il nanometro è, a sua volta, un millesimo di micron.

Ma oltre alle dimensioni, i pandoravirus hanno anche un DNA abnorme: è formato da ben 2.500 geni, rispetto ai 10 geni di molti virus.

Già una decina di anni fa la microbiologia era stata "turbata" in modo analogo, quando gli scienziati avevano scoperto il genere Mimivirus: il primo grande virus di questo tipo misurava circa 0, 7 micron.

In seguito alla scoperta di Mimivirus e di un gigante ancora più grande, chiamato Megavirus chilensis, "abbiamo cominciato a interrogarci a fondo sui limiti della nostra definizione di virus, e a percorrere strade insolite alla ricerca di nuove specie", racconta Jean-Michel Claverie, microbiologo all'università di Aix-Marsiglia, in Francia, che ha firmato lo studio insieme alla microbiologa Chantal Abergel e ad altri colleghi.

L'équipe ha cominciato a perlustrare sedimenti acquatici, dove altri grandi virus sono stati trovati per l'abbondanza di amebe, loro prede.

Ne hanno scoperti due, che infatti sono entrambi parassiti di amebe: Pandoravirus salinus, trovato presso la foce del fiume Tunquen in Cile, e Pandoravirus dulcis, che proviene da uno stagno d'acqua dolce vicino a Melbourne, in Australia.

"La scoperta di un nuovo tipo di virus così diverso rispetto agli altri è un evento che si verifica una volta ogni 50 anni", sostengono gli scienziati.

Perché gli scienziati non hanno trovato prima i pandoravirus?

Ci sono diverse ragioni, ma una molto semplice è che molti scienziati danno ancora per scontato che i virus siano di piccole dimensioni.

Così, "quando scrutano all'interno delle cellule e osservano qualcosa che non ha la dimensione giusta o non presenta attività o geometrie regolari", spiegano Claverie e Abergel, "pensano che si tratti di qualche tipo di batterio, e non di un virus".

Anche se poi non riescono a coltivare questi presunti batteri, la cosa non li sorprende particolarmente: circa il 60 per cento dei batteri degli oceani, infatti, non si può coltivare in laboratorio.

Gli autori dello studio sottolineano inoltre che Pandoravirus potrebbe essere già stato scoperto 13 anni fa, ma da scienziati che non erano stati in grado di capire di cosa si trattasse. Gli studiosi, infatti, hanno trovato menzione di particelle simili ai pandoravirus analizzando la letteratura scientifica sui parassiti che si nutrono di un tipo di ameba chiamata Acanthamoeba.

In cosa differiscono i pandoravirus dagli altri virus?

In poche parole, hanno davvero poco in comune con gli altri virus: "per noi è stato sorprendente", raccontano i ricercatori.

Prima di tutto il virus si riproduce in modo strano. Mentre la maggior parte dei virus produce una nuova cellula costruendo una sorta di "scatola" vuota e riempiendola poi gradualmente con il proprio DNA, i pandoravirus eseguono entrambi questi processi contemporaneamente, in un processo che il gruppo chiama knitting, "lavoro a maglia".

Forse, però, il dato più impressionante è che il 93 per cento dei 2.500 geni dei pandoravirus non può essere ricondotto a nessuna altra linea evolutiva esistente in natura. In altri termini, questi esseri sono completamente alieni rispetto al resto degli esseri viventi conosciuti.

Secondo gli scienziati questi geni "esotici" costituirebbero quindi la prova della "discussa esistenza di un quarto dominio della vita" oltre a batteri, archaea ed eucarioti.

Il sistema a tre domini, concludono gli studiosi, "sembra incompleto: manca qualche pezzo del puzzle".

Che cos'altro c'è da sapere su questi virus?

Prima di tutto, sottolineano i ricercatori, non sono pericolosi per le persone: la maggior parte dei virus infetta altri microbi. Anzi, i pandoravirus e molti altri virus marini simili potrebbero svolgere un ruolo benefico - e mai osservato prima - in natura.

Per esempio, questi virus predano, regolandone la quantità, molta parte del fitoplancton che si trova nei mari, che produce metà dell'ossigeno del nostro pianeta ed è alla base della catena alimentare dell'oceano.

Ma soprattutto, aggiungono gli autori dell'articolo, la scoperta dei pandoravirus "dimostra che la nostra conoscenza della microbiologia sulla Terra è molto superficiale".

TAG: DNA

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