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3 Giugno 2013 ARCHEOLOGIA
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Tavolara era abitata nell'età del Rame
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RINVENIMENTI DELLA CULTURA DI MONTE CLARO SULL'ISOLA, CAMBIANO LA STORIA.

Sino a poco tempo fa si pensava che la Gallura fosse priva o quasi di testimonianze significative dell'età del Rame, cioè di quel periodo che va all'incirca dal 2.800 al 1.800 a.C. Invece, grazie al lavoro degli archeologi, l'ipotesi è caduta. E' uno degli elementi più significativi emersi dal convegno di studi "La Sardegna nell'età del Rame" in programma oggi presso il Museo Archeologico di Olbia. Il meeting, diviso in 4 sessioni, ha registrato, tra gli altri, la partecipazione dell'archeologa Paola Mancini, che collabora con la Soprintendenza dei Beni Archeologici. L'importante novità, la si deve al suo lavoro sull'isola di Tavolara.

Un rinvenimento casuale, come spesso avviene in questi ambiti, che modifica la prospettiva storica del nostro territorio: "Recentemente, nel 2011 - racconta Paola Mancini - abbiamo scoperto un insediamento riferibile alla cultura Monte Claro, che è quel periodo che comincia intorno al 2.500 a.C. nella cosiddetta "Età del Rame", nell'Isola di Tavolara, e più precisamente sullo Spalmatore di terra. Si è trattato di un puro rinvenimento fortuito che ha portato allo scavo e sarà oggetto di ulteriori approfondimenti nelle prossime campagne archeologiche. Nel corso dei lavori è emerso di più, cioè un insediamento esteso a tutta la penisoletta dello Spalmatore".

Dunque, contrariamente a quanto si pensava in precedenza, anche durante la fase preistorica con la precisa connotazione riferita alla cultura di Monte Claro, epoca prenuragica diffusa in tutta la Sardegna intorno al III millennio a.C., in Gallura c'era una popolazione stanziale. "Non abbiamo trovato tracce di zoccoli in muratura - continua l'archeologa - e vale a dire i fondi sui quali erano impostate le capanne, perché queste erano presumibilmente realizzate con materiali deperibili, come legno o frasche, ma il sito è risultato ricchissimo di materiale ceramico decorato tipico dell'epoca". Come sostiene la studiosa, si tratta di un "unicum" in quanto la scoperta di riferisce appunto ad un insediamento stabilmente presente su un'isola, che apre nuovi scenari dal punto di vista della ricerca del popolamento delle isole.

"Dal punto di vista della lettura storica significa che la Gallura era sicuramente popolata nell'età del Rame così come Tavolara, tanto è vero che in questo convegno si parla, per la prima volta, anche di un altro sito, sempre in Comune di Olbia. Anche se ancora non è stato fatto uno scavo né un'indagine stratigrafica, i dati di cui disponiamo ci dicono che era un vero e proprio insediamento anche nell'entroterra. Quindi - chiude la dottoressa Mancini - questo conferma e definisce con certezza che la Gallura era stabilmente popolata nell'età del Rame così come nelle fasi precedenti e nelle fasi successive". Un scoperta eccezionale che determina la riscrittura della storia della presenza umana nel nostro territorio che viene consegnata alla storia e diffusa grazie al meeting di oggi. Il congresso è stato organizzato dal Ministero per i beni e le attività culturali, dall'AMP di Tavolara- Coda Cavallo, dal Ministero dell'Ambiente e dai Comuni di Olbia, San Teodoro e Lori Porto San Paolo.


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