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21 Aprile 2013 ARCHEOLOGIA
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Parte il restauro del Colosseo
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Siamo tornati nel salone del Collegio Romano al Ministero dei Beni culturali per una conferenza stampa inusuale nel caldissimo primo pomeriggio del 31 luglio 2012. Superaffollato di giornalisti e di fotografi che hanno sfidato la calura, lo splendido ambiente-biblioteca con le pareti rivestite tutt'intorno di libri fino al soffitto, la passerella di legno in alto protetta da una balaustra per accedere agli ultimi scaffali. La folla di colleghi ci dà un'altra visibile conferma della forza attrattiva del monumento più celebre al mondo con oltre cinque milioni di visitatori l'anno.

Puntuali alle 15, 30 i protagonisti, il Ministro per i beni culturali Lorenzo Ornaghi, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e l'imprenditore Diego Della Valle, convenuti con la soprintendente ai beni archeologici Mariarosaria Barbera per comunicare l'avvio al restauro del monumento dopo il via libera degli organi giurisdizionali nel contenzioso sulla convenzione con lo sponsor dell'iniziativa.

Gli interventi dei protagonisti

Il ministro Ornaghi sottolinea l'importanza della partecipazione dell'imprenditoria privata a fianco delle istituzioni pubbliche con le finalità legate al rapporto tra cultura e sviluppo, in un mecenatismo lungimirante. L'impegno delle istituzioni è la tutela e la valorizzazione nelle forme più adeguate ai tempi moderni. E' una presentazione dell'Italia di fronte al mondo del suo monumento simbolo.

La soprintendente Barbera richiama le linee elaborate nel piano dell'archeologia romana già rese pubbliche e ricorda che la Soprintendenza impegna 1, 5 milioni di euro l'anno perla manutenzione, e svolge indagini i cui prossimi risultati serviranno a definire gli ulteriori interventi. Sottolinea subito due risparmi nella gara del primo appalto da 8, 3. milioni di euro aggiudicata al Gruppo Gherardi Costruzioni: un risparmio nella spesa di 2 milioni di euro per l'aggiudicazione a 6, 6 milioni con un ribasso del 25, 8%; un risparmio nei tempi di esecuzione di 180 giorni per cui i lavori dureranno 965 giorni invece dei 1155 previsti.

Precisa inoltre che l'aggiudicazione è ancora provvisoria, perché diventi definitiva occorre attendere la fine di agosto, termine entro il quale potrebbero essere presentati ricorsi dalle altre 9 imprese in graduatoria. I precedenti richiedono questa cautela, le vie delle carte bollate nel nostro paese sono infinite. Con questa scaramantica premessa, la soprintendente traccia la successiva "road map", ma prima di descriverla riferiamo brevemente degli interventi dei due protagonisti più attesi, il sindaco e l'imprenditore.

Il sindaco Alemanno inizia esprimendo gratitudine al gruppo Tod's e definisce l'iniziativa come un esempio positivo di moderno mecenatismo e di contributo della società civile al patrimonio artistico. Ricorda che un intervento di questa ampiezza manca da 73 anni, l'ultimo paragonabile si è avuto nel 1939, dopo questo solo misure parziali, e confida di averne parlato per la prima volta a Della Valle tre anni fa. L'intesa fu immediata ma fu anche l'inizio di un percorso a ostacoli, tre anni di ricorsi, di impedimenti pretestuosi derivanti dalla cultura del sospetto, un esempio negativo delle difficoltà che si incontrano nel nostro paese.

Toltosi il sassolino dalla scarpa il sindaco, anche rispondendo alla richiesta della Barbera per la "contestualizzazione decorosa del monumento" e alle domande dei giornalisti, inquadra l'intervento nel recupero del decoro urbano e soprattutto nel progetto di "parziale pedonalizzazione dell'area del Colosseo e dei Fori Imperiali". La deviazione del traffico, che produce vibrazioni dannose e inquinamento dall'attuale "rotatoria" automobilistica del Colosseo, è collegata alle nuove infrastrutture come la "metro C" e sarà operativa dal 2015; ma già ai primi di settembre 2012 le misure sul decoro nell'area, divenuta un suk intollerabile.

L'imprenditore Della Valle spiega che il suo gruppo Tod's, come espressione del "made in Italy", non poteva restare insensibile alla necessità di restauro di un monumento simbolo dell'Italia nel mondo, ed è intervenuto "a nome degli italiani per bene che lavorano e possono aspettarsi iniziative di questo tipo".

Con questo spirito il suo gruppo ha "reso disponibile il budget necessario senza alcuna contropartita commerciale perché è un'operazione nell'interesse del paese, il Colosseo appartiene a tutti gli italiani che ne sono fieri e non può esserci appropriazione d'immagine e speculazione". Sugli ostacoli incontrati aggiunge che "il Ministero ha lavorato bene e ha lavorato in fretta, le polemiche appartengono al passato anche se sono una lezione su cui riflettere perché questo può danneggiare il paese".

Spera che l'esempio sia seguito per altre iniziative di valorizzazione e sia un segno di vitalità del nostro paese e della leadership mondiale nei beni culturali data dal suo straordinario patrimonio che deve trasformarsi in una leva di sviluppo; a ciò ha sollecitato altri imprenditori. L'intervento sul Colosseo è una storia edificante, "sarà raccontata nel mondo dalla onlus 'Amici del Colosseo' e si cercherà di incentivare le visite anche con un centro di accoglienza adeguato".

Più precisamente : "La fondazione si occuperà di far conoscere il progetto di restauro in Italia e all'estero e cercherà di attivare azioni 'no profit' che possano servire ad avvicinare i giovani di tutto il mondo alle bellezze di questo monumento": un network che faccia leva sui beni culturali in un circuito moderno ed efficiente di accoglienza e promozione. "Segnaliamo queste iniziative, facciamo in modo che il mondo si guardi". Una battuta sul momento economico: "L'atteggiamento corretto lo troviamo nel mondo del lavoro e dell'impresa, c'è un'Italia vera in cui ognuno deve fare la sua parte mettendo in atto tutto quello che è nelle sue possibilità; è un'Italia che merita fiducia".La "road map" dei lavori al Colosseo

Parliamo ora della "road map" tracciata dalla soprintendente Barbera. Il 27 luglio 2012 il via alla prima fase con l'aggiudicazione del primo lotto in via ancora provvisoria fino alla scadenza del termine per i ricorsi, di cui abbiamo già riportato i principali dati. All'inizio di ottobre ci sarà il contratto ed entro 50 giorni la progettazione esecutiva, ai primi di dicembre è previsto l'avvio dei lavori con termine a fine luglio 2015. Si provvederà alla pulitura dei prospetti esterni per restituire al monumento l'avorio originale del travertino vincendo l'azione del tempo e dello smog. Il piano di interventi prevede nello specifico le seguenti fasi: opere provvisionali, integrazione del rilievo e mappatura dello stato di conservazione; restauro dei prospetti mediante una prima verifica ed eventuali preconsolidamenti; pulitura con acqua nebulizzata, stuccature, trattamento degli elementi metallici; rimozione della struttura di protezione delle arcate in basso sostituita da nuova recinzione.

La seconda fase riguarda la realizzazione del Centro servizi nel terrapieno tra via Celio Vibenna e la piazza del Colosseo. Nel febbraio 2013 ci sarà la gara per l'aggiudicazione su una base di 4, 6 milioni di euro, quella definitiva si avrà a fine marzo; all'inizio di maggio il contratto seguito dalla progettazione esecutiva, inizio dei lavori nel luglio 2013 e conclusione dopo 18 mesi nel 2015. Dopo lo scavo del terrapieno - "con assistenza archeologica" si precisa, non sono escluse sorprese.... - sarà realizzata la struttura portante del Centro servizi, poi la "nuova copertura della struttura con terra e trattamento a verde e finiture interne ed esterne". Si tratta di un intervento di importanza strategica per la fruizione del monumento perché permetterà di liberare le aree interne ora occupate dai servizi oltretutto inadeguati.

Questo avverrà via via senza attendere la fine dei lavori, in modo che saranno spostati all'esterno progressivamente biglietteria e book shop, caffetteria e toilette fino a esternare completare i servizi di accoglienza. Lo precisa, a latere degli interventi ufficiali, Pia Petrangeli, architetto della soprintendenza che abbiamo ritrovato intorno al tavolo della presentazione dopo la giornata di "total immersion", che la vide tra i protagonisti, dedicata al 2° rapporto "Roma archaeologia, interventi per la tutela e la fruizione del patrimonio archeologico" per il settembre 2009-febbraio 2010, di Roberto Cecchi, allora Commissario e oggi sottosegretario ai Beni culturali. Ricordando l'incontro del 2010 ci conferma che gli interventi sul Colosseo, la cui direzione tecnica è della Soprintendenza, seguiranno le linee tracciate dal Rapporto.

Alcune linee del rapporto 2010 sull'archeologia romana

Per questo siamo andati a rintracciare le parti sull'Anfiteatro Flavio tra le sue 400 pagine, a suo tempo da noi ampiamente commentate, dove abbiamo trovato notizie più specifiche sulla terza fase di interventi, alla quale si è solo accennato nella presentazione dato che il progetto da porre a base d'asta è ancora in corso di redazione sulla base dei dati ottenuti con ricerche e cantieri-campione. Riguarda il restauro degli ambienti interni, in particolare gli ambulacri e i due terzi dei sotterranei (ipogei), e le opere impiantistiche cioè gli impianti tecnologici".

Nel "Rapporto Cecchi", Rossella Rea, direttrice del Colosseo, scriveva: "Al termine dei lavori sarà offerta al pubblico la possibilità di accedere a spazi di particolare suggestione e per la visuale insolita (dal piano ludico verso la monumentale cavea e sulle strutture sotterranee) e per l'eccezionale fruizione dell'unica porzione di edificio pervenuta intatta nella sua struttura originaria, seppure con ampi rifacimenti successivi all'incendio del 217: gli ipogei orientali, destinati all'accesso di uomini e animali nei sotterranei, articolati lungo la galleria di collegamento fra l'Anfiteatro e il 'Ludus Magnus' in ampi ambienti destinati alla manovra di grandi montacarichi. All'interno di un ambiente sarà riproposta la funzione originaria: un ascensore consentirà, infatti, l'accesso ai sotterranei".

I numerosi interventi parziali hanno già consentito l'apertura di parte degli ipogei e del terzo ordine del Colosseo, in molti di essi è stato progettista Piero Meogrossi, architetto con vocazione di archeologo, che raccomanda di curare la continuità archeologica nel contesto storico-ambientale. Ci parlò della sua visione dalla Via Sacra al Monte Cavo alla riapertura del Complesso Severiano.

Intanto con l'intervento massiccio consentito dal provvidenziale contributo finanziario di 25 milioni di euro del gruppo Tod's l'area fruibile per la visita del Colosseo aumenterà del 25%, sia per la liberazione dell'area interna dai servizi, sia per le aree sotterranee aperte per i due terzi e quelle superiori che saranno visitabili.

Ma anche la pulitura delle facciate va ben oltre la mera manutenzione, pur fondamentale. "E' un intervento di restauro di notevole complessità, volto alla individuazione e alla pulizia ragionata, quindi diversificata, di superfici che conservano tracce della bimillenaria storia dell'edificio: dai segni, anche dipinti, apposti sui blocchi sbozzati quando erano ancora sulla cava, ai graffiti redatti in epoca antica e post-antica, ai segni degli incendi come quello appiccato da Roberto il Guiscardo, le cui tracce sono ben visibili in alcune arcate del I ordine".

Queste parole di Rossella Rea partendo dalla tecnica di manutenzione ci proiettano nell'affascinante storia bimillenaria del monumento, che investe l'intera zona in cui è collocato, interessata dal "progetto di fruizione" dell'area centrale. Scrive Roberto Cecchi a pagina XVI dell'introduzione al suo rapporto del 2010: "L'area compresa tra Palatino, Colosseo, Fori e Circo Massimo ha una chiara vocazione unitaria. E' facile, cioè, immaginare di poter vedere questi beni riuniti all'interno di un unico, ideale perimetro, superando quelle divisioni che ne rendono difficile e poco comprensibile la fruizione". Poi precisa: "E' una riflessione questa che non si propone affatto di essere una novità.

Già in passato, a partire dal progetto di L. M. Berthault del 1813, per finire a quello di Benevolo del 1813, passando attraverso la Commissione Reale di fine Ottocento, si è immaginato di realizzare un unico parco archeologico che arrivava ad includere al suo interno anche la via Appia". Ma se è facile immaginarlo, "sono progetti che non hanno mai visto la luce per l'impossibilità di intervenire così in profondità sul tessuto della città; questo vale anche oggi, allorché contenute modifiche viabilistiche possono innescare processi difficilmente controllabili".

Il realismo lo porta a una visione unitaria più limitata: "Ed è per questo motivo che al classico Palatino-Colosseo-Fori si è aggiunto anche il Circo Massimo, proprio perché una delle operazioni più semplici per ricostituire quella perduta unitarietà, potrebbe essere proprio riconnettere fisicamente il Circo al Palatino pedonalizzando Via dei Cerchi"; viene citata anche, all'interno dei Fori, l'eliminazione della via Alessandrina per "la percezione in continuità del Foro romano e dei Fori medesimi, compresa l'area dei mercati Traianei". Ci auguriamo che queste "operazioni più semplici" possano essere portate avanti nel tempo previsto per completare i lavori sul Colosseo e per l'isolamento dal traffico e la pedonalizzazione dell'area circostante; quindi entro il 2015.Il tormentone del parco archeologico dei Fori Imperiali

E per finire riprendiamo il nostro tormentone, su cui abbiamo insistito da anni, sul ripristino della continuità archeologica dei Fori interrotta da Via dei Fori Imperiali.

La pedonalizzazione già decisa dell'area intorno al Colosseo richiede modifiche dei flussi di traffico che interessano in parte Via dei Fori Imperiali, peraltro già chiusa alle automobili nelle domeniche per le passeggiate ecologiche. Oltretutto la tecnica moderna dei ponti panoramici - basta pensare al Ponte del mare a Pescara e a quello veneziano di Calatrava - rende facile immaginare i Fori interamente portati alla luce con relativa passerella soprastante, un evento che avrebbe risonanza mondiale anche solo se si desse l'annuncio che è allo studio.

Il momento sarebbe favorevole per gli interventi nell'area limitrofa del Colosseo, mentre non lo è sotto il profilo economico: la profonda crisi che ha sconsigliato la candidatura alle Olimpiadi impedirebbe qualunque iniziativa radicale volta a portare alla luce l'immenso patrimonio archeologico coperto da via dei Fori Imperiali da sostituire con un ponte panoramico. Ma al tempo stesso si ha bisogno di iniziative per la crescita e il rilancio del paese, e quale settore è più idoneo dei beni culturali?

In questo quadro il contributo finanziario della Tod's di Diego della Valle per coprire i costi dei lavori al Colosseo apre una prospettiva ancora più avanzata: crediamo sia altrettanto possibile trovare uno o più sponsor internazionali per l'iniziativa del raddoppio del parco archeologico dei Fori che, in aggiunta agli italiani, potrebbe attrarre i grandi capitali da tutto il mondo, dagli asiatici agli americani, dai russi agli emiri. Chi non sarebbe disposto a pagare, come fa Diego Della Valle nel Colosseo, per mettere la propria firma sotto un evento epocale come quello che evochiamo?

Riprendiamo imperterriti un tormentone testardo che si rivela sempre meno utopistico quando prende corpo in grande stile questa nuova forma di valorizzazione dei beni culturali basata sul contributo dei privati. E se funziona per la pulitura della facciata e gli interventi connessi su un monumento simbolo, perché non farvi ricorso per un progetto ben più ambizioso quale quello appena richiamato che ricorda le grandi campagne di scavi del passato sulle quali viviamo di rendita senza proseguirle neppure quando i reperti sono pochi metri sotto via dei Fori Imperiali?

Non ci aspettiamo una risposta, continueremo a vivere in questo sogno, a coltivare questa utopia.


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