sei in Home > Scienza > News > Dettaglio News
17 Febbraio 2013 SCIENZA
http://www.nationalgeographic.it
UN DENTISTA SPAGNOLO CI SALVERA' DAGLI ASTEROIDI ?
FOTOGALLERY
tempo di lettura previsto 5 min. circa

DA14, l'asteroide che è appena passato vicino alla Terra (senza colpirla), è stato scoperto da un odontoiatra. Casi come questo sono sempre meno rari: è la citizen science, la scienza in mano ai cittadini.

Quando leggiamo della scoperta di un asteroide che rischia di cadere sulla Terra o dell'osservazione di qualche esotico nuovo pianeta extrasolare, viene naturale immaginare che queste informazioni arrivino da un posto simile alla control room della NASA: una grande parete di schermi piatti su cui scorrono dati e grafici incomprensibili, due o tre file di scrivanie e una ventina di ricercatori, ognuno febbrilmente a lavoro davanti al proprio computer. Ma le cose non stanno sempre così.

Prendiamo ad esempio la scoperta dell'asteroide 2012 DA14, che il 15 febbraio sfiorerà la Terra, volando a meno di 30.000 chilometri da noi, intersecando l'orbita di molti satelliti di telecomunicazione.

Nel febbraio 2012, in un suo precedente passaggio, DA14 è stato individuato per la prima volta da un gruppo di astronomi amatoriali che gestisce l'osservatorio di La Sagra, in Andalusia. Il leader del gruppo, Jaime Nomen, di mestiere fa il dentista chirurgo a Barcellona, a più di 500 chilometri di distanza dall'osservatorio. Nomen, tra un'operazione odontoiatrica e l'altra, studia i dati dell'osservatorio in remoto, direttamente dal suo portatile. Per completare il quadro, aggiungete poi che il giorno della scoperta Nomen non era neanche seduto alla sua scrivania: si stava godendo un giro in barca, a una manciata di miglia dalla costa spagnola. Sufficientemente vicino alla terraferma, però, da riuscire a connettersi a internet e capire che c'era qualcosa di inaspettato nei dati del telescopio che aveva appena scaricato.

Siamo insomma distanti anni luce dallo stereotipo dello scienziato professionista di un grande gruppo di ricerca. Certo, la scoperta di Nomen non rivoluzionerà l'astronomia, ma l'individuazione di meteoriti, asteroidi e altri oggetti che viaggiano nelle vicinanze della Terra è un'attività necessaria e importante, sia dal punto di vista scientifico che da quello della prevenzione: catalogare con precisione questi oggetti significa assicurarsi che nessuno di essi impatti la Terra.

Oggi conosciamo nel dettaglio la traiettoria dell'asteroide, e sappiamo con sicurezza che non ci colpirà. Ma mentre oggetti celesti più grandi sono più facili da rilevare e catalogare, asteroidi di queste dimensioni (DA14 è largo più o meno mezzo campo di calcio) possono essere avvistati solo quando sono già relativamente vicini, e richiedono dunque una costante indagine del cielo. Grazie al loro piccolo osservatorio, gli astronomi amatoriali di La Sagra sono "stati in grado di rilevare l'asteroide e determinarne l'orbita preliminare", racconta Nomen in un'intervista alla webradio della Planet Society.

Il cielo è di tutti

La competizione tra telescopi medio-piccoli o piccoli come quello di La Sagra è molto viva. Quando le prime luci dell'alba illuminano la Spagna, Nomen e il suo team sanno di avere pochissimo tempo prima che in America qualcuno con attrezzature migliori delle loro riprenda a scrutare il cielo notturno. Nomen, che nel corso degli anni ha ridotto i giorni di pratica odontoiatrica per dedicarsi con più energie all'hobby astronomico, ricorda nei dettagli il giorno della scoperta di DA14 e racconta di aver subito allertato il Minor Planet Center, l'organizzazione dell'Unione Astronomica Internazionale (UAI) che raccoglie i dati osservativi sui corpi minori del Sistema solare, come asteroidi e comete.

Nomen e i suoi non sono un caso isolato. L'astronomia attrae da sempre appassionati e curiosi che, con mezzi più o meno adeguati, puntano i propri telescopi al cielo. Gli astrofili più motivati, che non si accontentano di sbirciare qualche stella ogni tanto ma vogliono prendere parte attiva alla ricerca scientifica, negli ultimi anni hanno avuto tra le mani armi sempre più efficaci, grazie ai sensori CCD (Charge-Coupled Device) delle fotocamere digitali che trasformano il segnale ottico in segnale digitale.

L'osservatorio di La Sagra ha una storia consolidata. Nomen e colleghi, che sono ormai dei semi professionisti, hanno iniziato a lavorare sull'isola di Maiorca diversi anni fa. Il forte inquinamento luminoso e l'umidità dell'aria di quelle zone li ha poi convinti a spostarsi sulle alture della Sierra de La Sagra per riuscire a ottenere osservazioni più nitide.

Nel 2010 il team ha ottenuto un fondo di ricerca dalla Planetary Society. I soldi della borsa sono serviti per acquistare una camera CCD di ultima generazione, che gli ha permesso di velocizzare e migliorare le operazioni di acquisizione ed elaborazione dati.

L'osservatorio di La Sagra scopre circa 15 corpi celesti minori ogni anno. Gli astronomi tedeschi dell'osservatorio Starkenburg hanno battezzato l'asteroide 2000 JG7 "Jaimenomen" in onore del dentista-astronomo spagnolo.

L'astronomia ha bisogno di te

Ma gli esempi di partecipazione (su base per lo più volontaria) di non professionisti alle attività scientifiche di raccolta e analisi dati sono ormai centinaia, e riguardano soprattutto (ma non solo) la ricerca astronomica. C'è un termine che indica questo tipo di attività: citizen science, la scienza dei cittadini, o - in un'accezione forse meno lusinghiera - crowd science, la scienza delle masse, delle folle.

Nel corso degli ultimi anni, sono nati diversi esprimenti di citizen science che quasi sempre hanno riscosso un buon successo. In molti tra appassionati e non professionisti sono affascinati dalla possibilità di partecipare anche in minima parte alla costruzione della conoscenza scientifica.

Dal canto suo, l'astronomia produce oggi un'enorme mole di dati, che necessita di una grande potenza di calcolo per venire studiata e analizzata. E allora anche chi, tra gli appassionati, non possiede la giusta attrezzatura per scrutare il cielo, può lo stesso dare una mano. I più pigri possono mettere a disposizione un po' della capacità di calcolo del proprio computer durante le ore di non utilizzo, gli altri possono invece contribuire attivamente alla catalogazione dei corpi celesti, un processo che richiederebbe un enorme sforzo da parte di macchine e software, ma che risulta decisamente più facile e immediato se eseguito da un essere umano.

Una delle più grandi comunità di questo tipo è quella di Galaxy Zoo, dove alle persone viene chiesto di catalogare, a seconda della loro forma, le galassie fotografate da alcuni telescopi. Nato nel luglio 2007, Galaxy Zoo fa oggi parte di un più ampio progetto di citizen science, Zooniverse, che conta quasi mezzo milione di volontari. A seconda della propria predisposizione d'animo, un utente di Zooniverse può, per esempio, dare una mano a catalogare l'età dei crateri lunari per il progetto Moon Zoo, monitorare le tempeste solari su Solar Stormwatch o identificare i pianeti extrasolari analizzando le immagini del telescopio spaziale Kepler su Planet Hunters.

TAG: Computer

Nessun evento in programma

Vai calendario eventi completo >