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10 Giugno 2001 ARCHEOLOGIA
The scotman
Le ultime scoperte degli archeologi offrono prove di insediamenti umani sulla costa occidentale scozzesi risalenti a 9500 anni fa
tempo di lettura previsto 4 min. circa

Un deposito di rifiuti vicino ad un parcheggio pubblico a Sand, vicino ad Applecross nel Western Ross, in Scozia, era passato inosservato per lungo tempo, eccetto da coloro che stavano inconsapevolmente scaricando immondizia sulla storia. E´ stato solo quando Steven Birch, un pescatore di crostacei che seguiva un corso di archeologia a distanza, è sbarcato in questa remota parte della costa occidentale scozzese, un giorno di tre anni fa, che il sito è stato identificato come nucleo di base dei primi abitatori umani della zona.

La scala di esattezza di quanto il ritrovamento sia importante, è divenuta palese ieri, quando è stato confermato che il sito era utilizzato qualcosa come 9500 anni fa, e è dunque uno dei primi insediamenti umani conosciuti in Scozia.

Un team facente capo al Progetto Universitario di Edimburgo per lo Studio dei Primi Insediamenti in Scozia, ha effettuato scavi per due anni sul mucchio di sabbia e detriti. Campioni di ossa lavorate sono stati mandati all´Università di Oxford per la datazione al radiocarbonio, e i risultati hanno mostrato che la zona era popolata nel corso dell´era Mesolitica, attorno al 7500 a.C. In più si è avuta la conferma che un accampamento a Cramond, presso Edimburgo, è databile all´ 8500 a.C., prova che la Scozia fu abitata più di 500 anni prima di quanto precedentemente creduto.

I risultati di Sand hanno deliziato i direttori del progetto. "E´ veramente eccitante" ha riferito il Dr. Karen Hardy. "Avevamo arguito, dal tipo di strumenti trovati, che questo dovesse essere uno dei primi insediamenti in Scozia; ma non ci aspettavamo di tornare indietro di così tanto tempo!". Seppure non siano sono stati trovati resti umani, le scoperte al sito hanno aiutato gli archeologi a ricostruire il quadro della vita nell´area in quel tempo. I primi abitanti non coltivavano il frumento né allevavano bestiame, ma erano nomadi che si muovevano da un luogo all´altro, usando le ricche risorse della terra e del mare per vestiti, cibo e oggetti utili.

Il gruppo, che ora include anche il signor Birch, ha scoperto ossa di cervo rosso e uccelli, attrezzi con i bordi smussati per lavorare crostacei come pettini, mitili, molluschi e patelle, ed una fiocina di corna di cervo per catturare una vasta gamma di pesci, come merluzzi, sgombri, aringhe e salmoni. C´erano anche pietre, ossa e attrezzi di corno, e prove di raffinate perline di conchiglia e altri oggetti che potrebbero essere stati usati per gioielleria, come zanne di cinghiale.

Altri ritrovamenti, inclusi grumi di ocra da cui veniva prodotta una pasta colorante, ed un tipo di noduli di cane da cui poteva essere estratta una tinta viola, suggeriscono che le persone avessero tempo per dedicarsi alla creazione di ornamenti. Gli abitanti vivevano in rifugi di roccia con coperture di legno o di pelli di animali, ed erano probabilmente dotati di imbarcazioni di giunchi nelle quali viaggiavano e pescavano.

Mentre le prove di vita risalenti ad un periodo così remoto sono estremamente rare, è risaputo che vi fossero altri insediamenti umani nell´ovest della Scozia, secondo evidenze provenienti da un altro sito, Kinlock, sull´isola di Rum. Pietre trovate a Sand suggeriscono che gli abitanti avessero viaggiato fino a Rum e a Staffin nel Skye.

Si può ragionevolmente credere che l´antica popolazione di Sand dovette anche fronteggiare un periodo di considerevoli mutamenti climatici. Proprio dopo la fine dell´ultima età del Ghiaccio, non solo ci furono fluttuazioni nella temperatura, nelle piogge, e nel livello del mare, ma la terra era instabile, e tremori del suolo di moderata intensità dovevano essere relativamente frequenti.

La signora Wickham-Jones ha riferito che il team aveva anche trovato una piccola falce lucida di pietra che non sarebbe normalmente associata ad un´occupazione del Mesolitico, ma a coltivatori del Neolitico che più tardi ripulirono e occuparono la terra. "E´ possibile che questa falce si colleghi ad una delle prime pulizie per l´agricoltura nell´area? Lavori ulteriori, sia dal punto di vista archeologico che di ricerca sulla vegetazione potranno aiutarci a chiarire il punto."

I resti dell´accampamento temporaneo di Cramond, databile all´8500 a.C, sul litorale di Edimburgo, hanno portato alla luce più di 3000 artefatti, inclusi circa 300 strumenti di pietra. Piccoli frammenti di gusci di noccioline spaccati sono la prova evidente che gli abitanti del sito Mesolitico fossero le prime popolazioni conosciute ad aver vissuto in Scozia, portando indietro la data d´inizio della civiltà scozzese di circa 500 anni.

Il ritrovamento sembra provare la teoria che i popoli cominciarono a ricolonizzare la Scozia quasi immediatamente dopo l´ultima età glaciale. Cramond ora contiene collegamenti con tutti i periodi di occupazione umana in Scozia. Precedenti scavi avevano scoperto un forte Romano, la scultura romana di una leonessa, ed un villaggio medioevale con una chiesa.

Gli archeologi avevano cominciato gli scavi nel 1995 presso un bagno romano. Il team si attendeva di scoprire ulteriori resti romani ma è sembrato subito evidente si trattava invece di un sito mesolitico.


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