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28 Agosto 2012 SCIENZA
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Il Sole è l'oggetto naturale più sferico che esista
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Secondo gli astronomi il Sole è l'oggetto naturale più sferico che ci sia. Per secoli gli studiosi hanno cercato di capire se - e come - la forma sferica della nostra stella sia soggetta a qualche cambiamento. Perché il Sole cambia il suo aspetto - seppure in modo impercettibile - cambia anche la sua luminosità e le conseguenze si ripercuotono anche sul meteo e sul clima terrestri.

Del resto, studiare la forma del Sole dalla Terra è molto difficile, perché le turbolenze d'aria rifrangono la luce e qualsiasi misurazione risulta imprecisa.

Il problema è stato risolto dalle navicelle spaziali, che però hanno incontrato un altro ostacolo: la scarsa risoluzione delle immagini. Senza un'immagine nitida della rotazione del Sole, è comunque difficile perfezionare i calcoli già realizzati in precedenza.

"Il Sole è di forma molto, molto sferica. Questo significa che se si dovesse scostare da questa sua rotondità quasi perfetta, per noi sarebbe molto difficile misurare il cambiamento. Solo negli ultimi anni siamo stati in grado di fare osservazioni decenti" ha detto Jeffrey Kuhn, un ricercatore e fisico all'università delle Hawaii, nonché leader di questo studio.

I progressi sono arrivati anche grazie al Solar Dynamics Observatory (Sdo) della Nasa, che è stato lanciato nel febbraio 2010 e ha puntato direttamente sul Sole delle fotocamere di buonissima qualità. Non appena Kuhn ha avuto modo di "giocare" con Sdo per un po' di tempo, si è quindi messo al lavoro.

Il cerchio si stringe

Secondo Kuhn sono quattro gli aspetti che - nel lasso di tempo di una vita umana - potrebbero influire sulla rotondità del Sole: gravità, rotazione, magnetismo e le turbolenze che si verificano sotto la sua superficie.

Gli esperimenti condotti nel passato hanno già escluso che gravità e rotazione possano avere effetti da un anno, da un mese e men che meno da un giorno all'altro. Gli studi più recenti si sono concentrati sul magnetismo, il fenomeno che determina l'attività magnetica solare il cui ciclo dura 11 anni.

Ma neanche gli studi sul magnetismo hanno portato a qualcosa di definitivo. Così Kuhn e i suoi colleghi hanno ordinato alla Solar Dymanics Observatory di scattare circa 50.000 immagini ad alta risoluzione nel corso di due anni e mezzo.

Secondo Kuhn se il Sole fosse una palla da beach volley di un metro di diametro, la forma della nostra stella varierebbe - dal punto più alto al punto più basso - di circa 17 micron: un capello umano sarebbe più spesso.

Le nuove misurazioni fanno pensare che l'attività magnetica non influenzi la forma del Sole, nonostante la navicella Sdo abbia spiato la stella nel corso di una fase di attività crescente nel corso della quale si sono scatenate enormi tempeste solari, tornado ed eruzioni solari. L'ha detto ancora Kuhn, i cui studi sono stati pubblicati anche su Science.

In effetti, dopo tanto baccano la forma del Sole è risultata più tonda rispetto alle previsioni di tutti i modelli realizzati al computer. Alla fine l'unico responsabile rimasto è il fattore turbolenze.

Il Sole cambierebbe forma a causa di "turbolenze di plasma che si verificano sotto la sua superficie, che è in perenne caotico movimento come se fosse una pentola di acqua bollente", ha spiegato Kuhn. "Questo significa che - ad oggi - non siamo in grado di capire granché sulle turbolenze che si verificano negli strati esterni del Sole".

Cambia il clima: di chi è la colpa?

L'astrofisico Philip Goode, del Big Bear Solar Observatory in California, studia da trent'anni la forma del Sole anche se non ha preso parte a questo nuovo lavoro. Secondo Goode le nuove misurazioni potrebbero fornire abbastanza elementi per escludere alcune teorie. Ad esempio quella che attribuisce i misteriosi cambiamenti climatici della storia terrestre ai cambiamenti subiti dalla sfera del Sole.

"Molte persone - ha spiegato Goode - sostengono che ci sia un collegamento tra la forma del Sole e la sua luminosità con gli eventi climatici". Un esempio, secondo l'astrofisico, è la Piccola Era Glaciale. Durante quel periodo così freddo "si facevano addirittura festival invernali sulle rive del Tamigi. Ma è piuttosto difficile che questo fenomeno si possa spiegare semplicemente con un abbassamento della luminosità solare".

Il leader dello studio, Kuhn, ha fatto sapere che il suo team di ricerca sta per aggiornare i modelli del ciclo solare realizzati dal computer.

"Comunque, non abbiamo certo finito con le misurazioni. Dobbiamo seguire un intero ciclo di undici anni per capire se il Sole ci sta "prendendo in giro" oppure no. Ma alla fine di questo periodo, almeno, i nostri calcoli saranno diventati via via sempre più precisi" ha concluso Kuhn.

TAG: Computer

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