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30 Aprile 2012 SCIENZA
Massimo Spampani Corriere della Sera
Dai tronchi millenari le tracce della nostra storia
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Antichi tronchi d'albero, rinvenuti nelle torbiere del Trentino, potranno svelare il clima del passato a sud delle Alpi fino a 9 mila anni fa. E con molta precisione, anno per anno, visto che sono proprio gli anelli di accrescimento annuale di questi tronchi, ottimamente conservati, a fornirci le informazioni sul passato. "Tutto parte da un tronco di abete rosso (Picea abies) rinvenuto durante uno scavo in una torbiera al passo del Tonale", racconta Mauro Bernabei dell'Ivalsa-Cnr, l'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree di San Michele all'Adige, che ha coordinato la ricerca condotta insieme al Servizio foreste e fauna della provincia di Trento.

ETÀ - "In un primo momento sembrava, tanto era ben conservato, un albero morto e sepolto dai detriti pochi anni fa. Soltanto che, quando abbiamo voluto approfondire lo studio per conoscerne l'età, ci siamo accorti che la serie dendrocronologica dei suoi anelli non corrispondeva a nessuna di quelle note per gli ultimi 1.500 anni. Così abbiamo appurato con il metodo del carbonio radioattivo (C-14) che in realtà quel tronco aveva 6.700 anni". Da allora sono stati fatti molti altri ritrovamenti, sia nei pressi del passo del Tonale che in altre località del Trentino occidentale.

In azione i ricercatori (da Ivalsa-Cnr)

DENDROCRONOLOGIA - "Non si tratta di un ritrovamento sporadico", continua il ricercatore. "Ora abbiamo 360 campioni - poiché in molte torbiere della regione è stato rinvenuto materiale legnoso databile fino a oltre 8 mila anni fa. Finora in Italia le serie dendrocronologiche più lunghe si fermavano a circa 1.500-2 mila anni, che per il Trentino si limitano alle tre principali specie: abete rosso, larice e pino cembro".

DIARI LEGNOSI - Le cerchie annuali delle piante sono come un diario che registra tutti i cambiamenti climatici, le frane, i movimenti dei ghiacciai, l'ecologia della specie. Nei periodi freddi o con eventi sfavorevoli infatti l'accrescimento rallenta. "Questi tronchi si sono così ben conservati sopratutto per la mancanza di ossigeno che caratterizza le torbiere, un po' come le mummie rinvenute in condizioni ambientali simili", spiega il ricercatore del Cnr. "Il fatto importante", prosegue, "è che finora esistevano per il centro-nord Europa serie dendrocronologiche lunghe fino a oltre 12 mila anni (come quella della quercia della Germania) e circa 9 mila anni per le conifere (larice, pino cembro e abete rosso), ma solo sul versante nord delle Alpi. Il versante sud delle Alpi però è completamente diverso per condizioni climatiche e ambientali e le informazioni si fermavamo a 1.500 anni fa. Ora avremo a disposizione uno strumento potentissimo per poter datare, confrontando gli anelli di accrescimento, molti manufatti in legno di interesse archeologico".

COME LA STELE DI ROSETTA - I legni antichi costituiscono un prezioso archivio naturale di informazioni sull'ambiente naturale e antropologico e la loro analisi scientifica interessa discipline come l'ecologia, la geomorfologia, la climatologia, l'archeologia e la tecnologia del legno. "Il database che stiamo realizzando sarà una vera e propria stele di Rosetta, una scala temporale applicabile a qualsiasi reperto con grande precisione, che permetterà la ricostruzione di nuovi scenari della nostra storia", conclude Bernabei.


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