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5 Febbraio 2012 SCIENZA
galileonet.it
Comincia l'era dell'imprinting genomico
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Prima è arrivato lo studio della genetica, poi quello dell'epigenetica (quell'insieme di meccanismi che regolano e modificano l'espressione dei geni, e su cui influiscono i fattori ambientali). Ora, i ricercatori dell'istituto Adriano Buzzati Traverso del Cnr di Napoli (Igb-Cnr) sono arrivati a una nuova frontiera: lo studio dell'imprinting genomico. Ovvero: come il Dna e le sue modificazioni epigenetiche si integrano per poi trasmettersi alle generazioni successive. Un passo verso la comprensione di questo meccanismo biologico è stato appena fatto grazie a uno studio diretto da Giovanna Grimaldi (Igb-Cnr), Andrea Riccio e Paolo Pedone della II Università di Napoli, e Didier Trono dell'Ecole Polytechnique Federale di Losanna, ora pubblicato su Molecular Cell. Per il momento, i ricercatori sono riusciti a caratterizzare il ruolo di una proteina, Zfp57, che garantisce la conservazione dei segnali epigenetici dall'embrione all'adulto ("In Embryonic Stem Cells, ZFP57/KAP1 Recognize a Methylated Hexanucleotide to Affect Chromatin and DNA Methylation of Imprinting Control Regions", Molecular Cell, volume 44, pag. 361-372, Simon Quenneville, Gaetano Verde, Andrea Corsinotti, Adamandia Kapopoulou, Johan Jakobsson, Sandra Offner, Ilaria Baglivo, Paolo V. Pedone, Giovanna Grimaldi, Andrea Riccio, Didier Trono

TAG: DNA

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