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24 Novembre 2011 PALEONTOLOGIA
Richard A. Lovett http://www.nationalgeographic.it
L'Atlantide dei dinosauri
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tempo di lettura previsto 3 min. circa

Si chiamano Batavia Seamount e Gulden Draak (drago d'oro) le due vaste formazioni sommerse oggetto di un'indagine da parte di un team internazionale di ricercatori nell'Oceano Indiano. Detti microcontinenti, i due grandi rilievi sottomarini sono probabilmente residui dell'epoca in cui India, Antartide, e Australia erano parti del supercontinente Gondwana.

La presenza dei due rilievi, che insieme occupano un'area di circa 60.000 chilometri quadrati, era da tempo nota ai cartografi; ma ben poco si sapeva di queste formazioni sottomarine a parte il luogo in cui sono situate, circa 1.600 chilometri a ovest di Perth, in Australia.

Una scoperta abissale

Per colmare queste lacune, di recente un team internazionale di studiosi ha mappato il fondale marino, estraendone campioni anche a 2.500 metri di profondità. Ciò che hanno scoperto è sorprendente: al posto della consueta roccia basaltica che costituisce la maggior parte dei fondali, si sono ritrovati alle prese con frammenti di granito, gneiss e arenaria - rocce che in genere si trovano sui continenti.

Alcuni campioni contenevano perfino dei fossili, racconta Joanne Whittaker, geofisica marina alla University of Sydney, in Australia, che fa parte del team di ricerca: "È piuttosto evidente che i due rilievi sono frammenti di Gondwana, creatisi dall'allontanamento dell'India dall'Australia", dice la studiosa.

Montagne sottomarine

All'inizio i ricercatori pensavano che le formazioni sottomarine avessero una sommità appiattita, segno che erano rimasti esposti in superficie abbastanza a lungo da essere erosi fino a trasformarsi in pianure. Ma continuando il rilevamento, è diventato sempre più evidente che in realtà la loro superficie era composta da rilievi che andavano dai 1.000 ai 2.500 metri sotto la superficie: ciò significa che la formazione più alta si eleva per circa 4.600 metri dall'abisso che la circonda.

I fossili trovati nei campioni erano bivalvi marini, un tipo di molluschi; ciò vuol dire queste forme di vita si trovavano in acque poco profonde, non sulla terraferma. Ma è anche vero che sono state scoperte a grande profondità, non nelle zone più elevate, che un tempo potevano forse costituire delle isole. "È difficile dirlo", commenta Whittaker, "ma di certo è una possibilità che merita di essere indagata".

Whittaker e gli altri membri del team metteranno anche a confronto i campioni di roccia estratti con quelli di formazioni geologiche vicine, come il margine sommerso dell'Australia occidentale, che potrebbe contribuire a "individuare con certezza da dove venivano questi piccoli frammenti [di Gondwana]", dice la studiosa, che sottolinea quanto poco ancora si sappia su come la frammentazione del supercontinente diede luogo, 130 milioni di anni fa, all'Oceano Indiano.

Il mistero di Gondwana

La dinamica della frammentazione del supercontinente è comunque destinata a restare almeno in parte un mistero, visto che, in seguito, la parte del supercontinente che costituisce l'attuale India si scontrò con l'Asia, e "in India, le rocce corrispondenti sono probabilmente schiacciate fino a essere irriconoscibili in qualche punto dell'Himalaya", spiega Whittaker.

Quanto all'ipotesi che un tempo i dinosauri vivessero su queste due formazioni, questo dipende dalla possibilità che gli attuali rilievi sottomarini costituissero un tempo terre emerse, e dal periodo in cui ciò eventualmente avvenne. "Chi può dirlo?", commenta Whittaker. "Al momento, tutto è possibile".


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